Aspettando la nona edizione

In attesa della 9 edizione ripercorriamo la storia della Mostra Triennale d’Arte e Artigianato
UNA MOSTRA CHE PORTATO IL NOME DI VELLETRI IN ITALIA E ALL’ESTERO
La mostra triennale d’arte e artigianato di Velletri, trova la sua storia, nel secondo dopoguerra, quando Marcello De Rossi, chiamato a dirigere la Scuola Serale di Disegno Applicato alle Arti e Mestieri “Juana Romani”, che aveva frequentato diplomandosi nel 1937 e nella quale aveva insegnato discipline geometriche, volle creare una manifestazione che potesse valorizzare i manufatti prodotti dagli allievi. La mostra inizia la sua storia a cadenza biennale. Ma per capire meglio il valore di questa manifestazione, bisogna comprendere il contesto in cui nel 1947 nasce la sua prima edizione. Marcello De Rossi, ha sempre raccontato, che nel 1944, insediandosi alla direzione della scuola, ha trovato solo macerie. Fu la sua passione, quella di Livio Rondoni e dei vari maestri d’arte, che avevano frequentato la scuola come allievi, a far si che questa risorgesse, diventando una vera eccellenza per il territorio laziale e anche per quello nazionale. Quei giovani, appassionati e innamorati della loro scuola, sostennero non pochi sacrifici per far ripartire le attività didattiche, nella storica sede di Via Luigi Novelli, gravemente danneggiata dalla furia dei bombardamenti. La sezione di falegnameria, riprese vita grazie al maestro Fernando Favale che la sera si faceva prestare un martello da Egidio il tabaccaio davanti alla scuola. Roberto Guidi setacciava le macerie della scuola per recuperare l’argilla e riattivare il laboratorio di plastica, fabbri ferrai ripartì grazie al maestro Torello Crocetta. La passione era tanta i mezzi pochi, ma nonostante tutto, la scuola riprese il suo secolare cammino e così  venne presentata la prima mostra. La scuola, aveva ancora la sua configurazione mirata ai mestieri che nella Velletri di inizio novecento reggevano l’economia cittadina, insieme al commercio del vino e dei prodotti della terra. Il giovane direttore si rese conto col passare degli anni che le vecchie sezioni di laboratorio, dovevano essere aggiornate al mutare dei tempi e delle circostanze, così nasce la sezione di Oreficeria e Metalli che prese il posto di Fabbri Ferrai, la sezione di Architettura e Arredamento che prese il posto della sezione di Falegnameria e la sezione di Arte della Ceramica. Inizia così per la Scuola d’Arte Juana Romani che nel frattempo era passata da serale a diurna, il periodo d’oro della sua storia. La passione che animò i primi anni della rinascita post – bellica fece si che si ottenessero traguardi più importanti: il primo nel  1960 con la trasformazione da scuola ad istituto d’arte e poi nel 1970 con l’istituzione del biennio sperimentale per il conseguimento del diploma di maturità d’arte applicata. Tutto questo, fu reso possibile, dall’impegno straordinario di un corpo docente, che lavorava non per l’ottenimento del solo stipendio, ma per la gioia di trasmettere agli allievi, qui valori fondanti che hanno fatto dell’Istituto una fucina di artisti e artigiani, che con la loro arte hanno animato il territorio, con laboratori orafi, botteghe di falegnameria e di ceramica. La mostra triennale si inserisce in questo contesto ed era mirata alla promozione e alla vendita dei manufatti per il recupero del materiale. Sono state quelle organizzate e dirette da Marcello De Rossi, delle vere e proprie fiere, infatti erano aperte anche al territorio, tanto che si facevano esporre anche artigiani gran parte ex allievi che avevano già le loro attività. L’archivio dell’istituto d’arte, conserva molto materiale, sulle edizioni della mostra che hanno lasciato il segno sia per gli allestimenti che per le personalità intervenute alle varie inaugurazioni. Attraverso questo e attraverso i ricordi del personale della scuola che vi lavorò cerchiamo di ripercorrere la storia . La prima edizione della mostra si svolse dal 24 al 26 Ottobre del 1947, la stampa dell’epoca in special modo il Messaggero di Roma ha dedicato alla mostra un bellissimo articolo, dove il cronista mette in evidenza, come i visitatori, che affollarono  la storica sede di Via Luigi Novelli, fecero a gara per acquistare i lavori, posti in vendita ad un prezzo veramente alto. Molti prenotarono copie degli stessi. Il cronista, con una lunga digressione, si ferma a parlare di come la sera gli austeri ambienti si riempiono di giovani volenterosi di apprendere le “norme” del mestiere,mentre altri ragazzi quelli delle scuole medie, completano la loro preparazione artistica. Scorrendo quell’articolo, sulla pagina ingiallita dal tempo si leggono nomi che hanno poi fatto la storia della scuola: “ Il giovane maestro d’arte Guidi Roberto, una volta almeno modello della scuola,è presente con vari lavori. Un busto indovinatissimo, somigliantissimo, presenta una caratteristica figura di operaio “Orazio” che da tempo lavora nell’edificio. La sezione di Plastica diretta dal Guidi si è affermata in questa manifestazione, in questa rassegna e predomina insieme ad altre sezioni tra cui quella di falegnami e ebanisti e fabbri”. Il direttore Marcello De Rossi, ravvisava la necessità di un fornetto elettrico per la cottura della ceramica e il cronista commenta che il Ministero, visti gli oggetti esposti non aveva certo da rimpiangere la spesa. L’on.le Vincenzo Massei nel visitare la mostra si è così espresso: “La mostra della scuola artigiana di Velletri è veramente notevole, specialmente e si ha riguardo alle difficoltà in buona parte derivanti dai danni di guerra – in mezzo alle quali hanno dovuto lavorare insegnanti e scolari.” Il Sindaco di Velletri ha così espresso il suo compiacimento: “ I lavori esposti  sono un indice sicuro dell’avvenire e dello zelo degli insegnanti e della passione che anima gli allievi”. Ancora dalla stampa dell’epoca troviamo giudizi sulla prima edizione che vale la pena di riportare: Un religioso ha scritto una breve ed efficace frase: “ Più che parlare e tacere e… ammirare” la stessa cosa devi dirsi dalla frase del Prof. Barbera direttore dell’Ospedale: “dal Luglio 1944 quanta strada” Il sindaco ha così dichiarato:” I lavori esposti sono indice sicuro dell’amore e dello zelo degli insegnanti e della passione che hanno gli alunni” Un rappresentante della camera del lavoro ha scritto:” Eccellenti tutti i lavori particolarmente della plastica e della pittura. Meravigliosi gli intarsi in legno; è necessario maggiore incremento di tutti i laboratori e un maggiore interessamento da parte delle autorità governative e locali” Il rappresentante del Partito Comunista ha scritto:” Nel complesso la mostra è ottimamente riuscita, tenendo in special modo presente che il tutto è opera di sacrificio e di buona volontà degli insegnanti seri ed onesti che tutto danno per il buon nome di Velletri” Un competente artigiano ricordando la figura del Prof. Zauli ha scritto:” Dirigenti ed artigiani degli del loro scomparso ed amato maestro” Il rappresentante del PRI ha scritto:” E’ veramente interessante la scuola e merita ogni riguardo dei competenti ministeri e delle autorità locali” Il rappresentante della DC ha dichiarato:” Davvero riuscitissima chi ben comincia… Ottima sotto ogni aspetto artistico merita vivo incoraggiamento da parte delle competenti autorità”Il rappresentante della sezione dei coltivatori diretti così si è espresso:” Complesso ed encomiabile il lavoro svolto dal 1944 ad oggi:la mostra appare un indice segnaletico della volontà che anima i lavoratori e gli artigiani veliterni. E’ necessario che l’amministrazione comunale incoraggi ed incrementi la completa rinascita della scuola” Un artigiano di ben noto valore ha scritto:” La mostra è una manifestazione di arte semplice e chiara, che segna l’inizio di una nuova epoca” Una nuova epoca,infatti stava iniziando. La passione dell’Architetto De Rossi, passatemi pure il termine l’amore dello stesso per la scuola, fecero arrivare a Velletri insegnanti qualificati, artisti importanti che formarono il sapere delle mani di tanti giovani. Nel 1949 la seconda edizione della mostra biennale, anche qui non mancarono le espressioni di elogio, dal registro della mostra leggiamo: “E’ veramente interessante la Scuola e merita ogni riguardo dai competenti Ministeri e dalle autorità locali” Nel 1951 la scuola promuove la  I ° MOSTRA TRIENNALE  nel mese di Marzo di quell’anno la scuola promuove nei suoi locali il primo Congresso dell’ Artigianato veliterno. La mostra venne inaugurata dal sottosegretario alla P.I. Angela  Cingolani Guidi con allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio GIULIO ANDREOTTI e dall’On.le LUDOVICO CAMANGI. A chiudere la mostra il Ministro dell’Industria e Artigianato PIETRO CAMPILLI. La seconda mostra triennale è documentata da un articolo di Italo Mariani sul Messaggero  di Sabato 9 Ottobre 1954: “ La II Mostra Triennale d’Arte e Artigianato che ha recentemente chiuso i battenti a Velletri, ha conseguito un notevole successo tecnico e organizzativo. Nel corso dei ventitre giorni in cui la mostra è rimasta aperta centinaia e centinaia di visitatori hanno attentamente ammirato i lavori esposti nei locali della “Juana Romani” scuola questa che ha organizzato l’interessante rassegna artistica. Parlare della sobrietà ed eleganza di cui gli organizzatori si sono serviti per allestire i vari padiglioni sarebbe come ripetere un vecchio tema, tanti sono stati i commenti favorevoli dei visitatori. La triennale di Velletri anche se appena alla sua seconda edizione si è imposta nell’ambito regionale. Ciò testimoniato dai lusinghieri giudizi espressi da talune illustri personalità che non hanno potuto perdere l’occasione di visitarla. Sono veramente ammirato e in un certo senso sorpreso  dalla maturità che la Mostra rivela. E’anche in questa direzione che bisogna decisamente avviarsi se si vuole che il genio artistico del nostro popolo non inaridisca e la gloria artigiana italiana riacquisti il suo maggiore splendore. Così esattamente ha voluto esprimersi il Prof. Giuseppe Sotgiu, dopo aver passato in rassegna i vari lavori. Ammirazione e sorpresa due parole che suscitano orgoglio nell’animo che tutto vanno dando per il migliore incremento della scuola.Che la “Juana Romani” di Velletri sia una scuola d’arte che ha intrapreso la giusta via che conduce al riscatto dell’artigianato italiano dalle forme degradano, lo ha fatto rilevare un altro esimio visitatore il dott. Ing. Arch. Gino Cipriani vice direttore generale dell’INA, il quale ha voluto personalmente congratularsi calorosamente con l’ing. Felice Remiddi e con l’architetto Marcello De Rossi rispettivamente presidente e direttore della scuola d’arte, nonché instancabili ideatori della mostra. Tutti i giudizi che confortano e che sono di sprone a sempre meglio operare. Qualcuno è andato oltre il favorevole commento, ha persino suggerito che dalla mostra di Velletri dovrebbe prendere l’ispirazione per la riforma della scuola italiana. Ma la serie di lusinghieri giudizi non si esaurisce qui. Ce ne sarebbero per riempire intere colonne. Abbiamo preferito far parlare altri perché nel rilevare l’entità del successo conseguito da questa seconda triennale non ci si possa tacciare di spirito di campanilismo. Come vedete tutto è andato oltre le più rosee previsioni il che oltre ad essere come abbiamo detto il miglior premio per gli organizzatori, costituisce un impegno per sempre meglio fare nei futuri anni. Orami sono sempre più palesi le capacità creative della scuola d’arte di Velletri. Sì impone dunque la necessità di rendere sempre più avvincenti le prossime edizioni della triennale. “una manifestazione questa passata ormai nel novero delle classiche regionali che dovrà sempre più mettere in giusta evidenza una scuola sfortunatamente ancora troppo ignorata da molti. Prima di chiudere queste note ci sembra doveroso riferire i nomi di coloro che maggiormente e silenziosamente hanno prestato la loro opera per la perfetta riuscita della manifestazione. A fianco dell’ing. Felice Remiddi e dell’architetto De Rossi sono da porre il Prof. Livio Rondoni, nonché i maestri di arte Fernando Favale (legno) Torello Crocetta (Metalli) Roberto Guidi (Plastica) Italo Carnevali (decorazione pittorica) Enzo Assenza (Ceramica) e Virgilio Pisoni che ha curato l’esposizione dei lavori  in cesello e sbalzo. Superbo successo dunque che noi auguriamo sin d’ora abbia ripetersi nella prossima edizione del 1957. Sempre dal Messaggero del Lazio del 10 Settembre 1957 leggiamo: “ Sabato prossimo sarà inaugurata alla presenza di numerose autorità politiche, religiose e civili la terza mostra triennale organizzata dalla locale scuola statale d’arte “Juana Romani” mentre la medesima aprirà i battenti ai visitatori la domenica successiva. La mostra che rappresenta una rassegna di pregiati lavori eseguiti dagli alunni dei vari corsi durante l’anno scolastico, può inserirsi senza dubbio tra le più interessanti rassegne dell’artigianato regionale e costituisce un giusto vanto della illustre scuola che porta il nome di una valente artista scomparsa orsono molti lustri. Per meglio comprendere le alte finalità che la scuola medesima si propone ci piace riportare qui le parole che ebbe a pronunciare l’Ing. Andrea Angeloro in occasione della inaugurazione della prima edizione che avvenne nel 1951”alla ricostruzione di Velletri ebbe a dire l’illustre visitatore per il novanta per cento distrutta materialmente dalla guerra,anche ma spiritualmente in grande misura ha contribuito questa scuola d’arte. Abbiamo visto con molta commozione tanti giovanetti venire a questa scuola: li abbiamo visti raccolti attenti alle parole dei maestri e degli insegnanti limare e forgiare piallare e modellare creta, disegnare e dipingere; li abbiamo visti accolti con affetto paterno, invogliati, esortati, premiati, riscaldati dall’affetto dei dirigenti. Abbiamo visto svegliare in essi il senso del bello e dell’ordine educare e raffinare il senso dell’arte,additare la via di un sicuro e proficuo mestiere e di una sana professione.” E questo in anni che erano ancora di smarrimento e di rovina, quando la via dell’arte incomincia da sentieri scavati fra le macerie.”Ma tanti e tanti altri sono i giudizi confortanti dei moltissimi visitatori che si sono avvicendati durante le precedenti due edizioni della triennale. A prescindere da quello che sarà indubbiamente il grande successo della terza mostra, diremo che oggi la scuola statale d’arte “Juana Romani” dopo la istituzione del corso diurno si è meravigliosamente inserita nell’ambito delle scuole più valide della città. In occasione appunto, della istituzione del nuovo corso il dottore ing. Felice Remiddi presidente della scuola ebbe così ad esprimersi:” Per mio conto sono ben lieto, e ormai mi esprimo non più come presidente della scuola d’arte ma solo come cittadino che la scuola d’arte abbia il suo corso diurno. Tra pochi anni avremmo finalmente artieri qualificati, giovani che potranno presentarsi alle fabbriche, alle botteghe artigiane, padroni di una esperienza di mesterei capaci e desiderosi di imprimere all’artigianato forme e aspetti nuovi con sentimenti di artisti, con la dote di una cultura generale che li renderà capaci di affrontare da soli le esigenze della vita e del mestiere. E questa massa non indubbiamente educata all’arte, vedremo uscire per continuare in altra sede, i giovani di più spiccato temperamento artistico che ripeteranno e rinnovelleranno nella Nazione le nobili secolari tradizioni” In un nostro precedente articolo, abbiamo ampliamente illustrato gli aspetti interessanti e le novità  di questa attesissima terza edizione della “triennale” Oggi ci limiteremo ricordare coloro che con la loro passione e le loro preziose prestazioni concorreranno a rendere notevole il successo della prossima mostra. Tra questi va senz’altro posto  l’architetto Marcello De Rossi direttore della scuola. La sua  instancabile e preziosa opera sia come coordinatore delle attività sia come ideatore della “fisionomia” della mostra stessa fanno di lui così detto “deus ex machina” della complessa organizzazione. Validissima l’opera prestata anche dal presidente dott. Ing. Felice Remiddi, che presiede le attività della scuola sin dall’anno 1940 e che successe al Professore Mario Ciancia. Ci piace, comunque in questa sede accomunare tutti nell’elogio dagli insegnanti ai capi d’arte al personale di segreteria. Ancora pochi giorni e poi la terza triennale sarà dunque una piacevole realtà” Nel 1957 viene organizzata la III mostra triennale. Durante la cerimonia inaugurale il Presidente Remiddi chiese al Sindaco che la Mostra si svolgesse nei locali del Palazzo Comunale e che la Mostra venisse inserita nel programma ministeriale delle visite dedicate ai turisti. Presente alla cerimonia inaugurale il Prof. Giulio Carlo Argan all’epoca membro del consiglio superiore delle Belle Arti, illustre critico e storico dell’arte che fu anche sindaco di Roma. Nel 1960: IV° MOSTRA TRIENNALE La rassegna venne inaugurata dal Sottosegretario al Tesoro On. le Dino Penazzato, venne visitata dalle massime autorità del tempo,tra le quali il Direttore Generale alla P.I. De Angelis D’Ossat. Il giornale d’Italia “ Un artigianato di antica tradizione conferma la sua nobilità artistica” “Nelle ceramiche, nei lavori in legno e in ferro usciti dall’estro e dalle mani di 180 ragazzi della scuola veliterna si riscontrano la genialità dell’insegnamento e l’impegno degli allievi tutti protesi nel tener fede al concetto di “ fare bene oggetti utili “Dalla stampa dell’epoca leggiamo: “ Ieri pomeriggio alle ore 18.30 ha avuto luogo la inaugurazione della IV Mostra Triennale della Scuola d’Arte “Juana Romani” L’on.le Dino Pennazzato sottosegretario al tesoro ha tagliato il nastro inaugurale e il Vescovo Ausiliare Mons. Gasbarri, ha benedetto la mostra. Erano presenti il Sindaco di Velletri Rag. Bruno Murano. Il presidente della Scuola d’Arte Ing. Felice Remiddi, il direttore Architetto Marcello De Rossi, i presidenti delle Province di Roma e di Latina avv. Bruno e Prof. Caradonna, l’Ispettore Capo del Ministero della Pubblica Istruzione Dott. Tagliacozzo. Il soprintendente ai monumenti de lazio Arc. Ceschi, il senatore Mammucari,, il comandante dell’arma Cap. Scalzo, il presidente provinciale delle ACLI Dr. Bertuzzi, il consigliere provinciale Mancini, nonché altre autorità e personalità cittadine, artisti, critici, giornalisti, il corpo insegnante della “Juana Romani” ed un foltissimo pubblico. (…) L’architetto Marcello De Rossi, attuale direttore della Scuola d’Arte veliterna, il maestro d’arte in plastica Roberto Guidi, il maestro in legno Fernando Favale, il maestro in metalli Torello Crocetta, i capi dei laboratori in legno e metalli Italo Ciocchetti e Livio Rondoni, e insomma quasi tutti gli insegnanti di oggi, furono ragazzi allievi di altri maestri nella medesima sede della Juana Romani. (…) L’attività didattica della Scuola d’Arte che si svolge da quest’anno a profitto di 230 allievi si articolerà fondamentalmente su un triennio durante il quale le materie specifiche vengono alternate a quelle comuni talchè i ragazzi di età fra gli 11 e 14 anni ricevono anche una formazione non dissimile da quella dei loro coetanei della media. Vengono poi svolti presso la Juana Romani un biennio di perfezionamento ed un corso serale di tre anni. Nel 1963 la  V° MOSTRA TRIENNALE La rassegna inizia ad assumere una risonanza nazionale, in questa edizione, sono stati presenti numerosi personaggi del mondo culturale e artistico del tempo tra i quali il Prof. GIULIO CARLO ARGAN che ebbe parole di elogio ed incitamento per il lavoro svolto. Il 14 Settembre us, nei locali dell’Istituto Statale d’Arte di Velletri, ha avuto luogo l’inaugurazione della V Mostra Triennale di Arte, che si protrarrà fino al 5 Ottobre p.v. Sono intervenuti alla manifestazione Monsignor Gasbarri Vescovo di Velletri, il Prof. Mario Lungarini sindaco del Comune di Velletri, il Prof. Giuseppe Chiatti Capo divisione per gli istituti e scuole d’arte, presso l’Ispettorato Artistico, l’Architetto Ceschi Sovrintendente ai monumenti del Lazio, il Prof. Giulio Carlo Argan, il Dott. Pesce dell’Ispettorato Artistico, Il Prof. Calò direttore dell’Istituto d’Arte di Roma, Il Prof. Caradonna presidente della Provincia di Latina, il comandante della stazione dei Carabinieri Andreuzzi che è anche Assessore alla P.I. per il Comune di Velletri. L’Ing. Felice Remiddi, presidente dell’Istituto veliterno dopo aver ringraziato gli intervenuti, ha affermato che lo scopo precipuo della manifestazione è di porre in evidenza la preparazione dei giovani alla vita sociale,artigiana e quella della loro formazione artistica, attraverso la funzione educativa data dalla ricerca continua della forma estetica. Gli oggetti esposti nella V Mostra Triennale, riguardano la produzione delle tre sezioni funzionanti in seno all’istituto e precisamente I) metalli con le sottosezioni del cesello e sbalzo, smalto su metalli; gioielli ed incastonatura. 2)Ceramica con la formatura e foggiatura e la decorazione degli oggetti stessi. 3) Arte del Legno con le specializzazioni dell’ebanisteria; della tarsia e dell’intaglio. Il pregio artistico di ogni opera esposta consiste nel suo insieme, perché ogni dettaglio è fuso unitariamente e risolve una frase in funzione unitariamente ritmica del complesso. La sopravvivenza in genere e la decadenza è invece nelle opere citate, malgrado tutto viva e sentita:ogni particolare è un motivo che contribuisce alla risoluzione veramente simbolica del complesso. L’Istituto dalla sua trasformazione da scuola ad Istituto comprende il corso triennale inferiore e il corso superiore, al termine del quale gli alunni conseguono il diploma di maestri d’arte. Con l’istituzione della scuola media obbligatoria il corso inferiore triennale è stato trasformato in scuola media tanto è vero che a decorrere dall’anno scolastico 1963 – 19864 funzionerà presso il citato istituto d’arte il primo anno di scuola media che svolgerà oltre al regolare programma ministeriale previsto per la scuola media due ore settimanali di educazione artistica. Oltre al pregio artistico dei prodotti esposti, pregio esplicitamente riconosciuto dal Prof. Argan è da rilevare l’allestimento che denota un gusto veramente eccezionale e forma un tutto armonico con i prodotti. Il merito di questa realizzazione va attribuito all’architetto De Rossi direttore dell’Istituto. Ha collaborato attivamente all’organizzazione della V Triennale L’Ing. Felice Remiddi presidente dell’Istituto. Mons. Gasbarri e il Sindaco Lungarini al termine della simpaticissima manifestazione hanno rivolto alcune parole di elogio per l’alto livello artistico e tecnico raggiunto dagli allievi sotto la guida dell’Architetto De Rossi, degli insegnanti e di tutti i dirigenti dell’Istituto Nel 1966: VI° MOSTRA TRIENNALE: La rassegna è la felice occasione per celebrare il ventesimo anno di direzione del Preside Marcello De Rossi, la mostra venne inaugurata dall’On.le Elkan e dal Ministro ANDREOTTI che scrisse una lettera d’encomio. La chiusura venne fatta dall’On.le Maria Badaloni sottosegretario alla P.I. In occasione della inaugurazione della VI Triennale dell’Artigianato, organizzata dall’Istituto statale d’Arte “Juana Romani. .La VII triennale ebbe luogo nel 1970, sempre dal Messaggero del Lazio, leggiamo: “La VII mostra triennale dell’ Istituto Statale d’arte di Velletri, altro non che è una concreta e significativa dimostrazione di quanto hanno saputo fare gli alunni dell’Istituto stesso durante gli ultimi tre anni. Vale la pena ricordare cos’è questo istituto nato nel lontano 1876 come Scuola serale di Disegno. La scuola serale passata alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1924, come Regia Scuola d’Arte è stata trasformata in un Istituto Statale d’Arte il primo ottobre 1960.L’Istituto ha il fine di preparare all’esercizio delle arti visive mediante una cultura umanistica ed una metodologia sperimentale che consentano di operare nel mondo della produzione. L’attuale maggiore problema e costituito dalla ristrettezza dei locali adibiti a sede. E di questo problema ha parlato ampliamente il presidente Ing. Felice Remiddi, in occasione dell’inaugurazione della settima edizione della mostra triennale. L’ing. Remiddi si è così espresso: Ancora oggi ci vedete angustiati e ristretti e modesti locali di qualche anno fa, con l’aggravante che la popolazione scolastica cresce sempre notevolmente che la produzione di laboratorio aumenta e noi invece ci vediamo costretti a ridurre lo spazio destinato alla esposizione dei lavori e allo accoglimento dei visitatori, anche per non essere costretti a smontare totalmente le aule nelle quali stiamo ancora svolgendo gli esami di riparazione e nelle quali tra pochissimi giorni saranno regolarmente riprese le lezioni e le esercitazioni di laboratorio”. Nel 1976 ebbe luogo la storica mostra per i cento anni dell’Istituto, documentata da un catalogo che ripercorre la storia della scuola dalla sua fondazione a quella data, con interventi del presidente Remiddi e dell’Architetto Marcello De Rossi.












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