La nostra storia

IL POLO ESPOSITIVO “JUANA ROMANI”
Il Prof. Antonino Ciancia, di origini biellesi arrivato a Velletri nel 1871, per insegnare disegno nella Regia Scuola Tecnica della città, dopo aver visto nelle numerose botteghe artigiane del centro storico, i tanti apprendisti che memonicamente imparavano un mestiere senza averne le basi tecniche, fonda nel 1876 una scuola serale di disegno applicato alle arti e mestieri, per dare loro la possibilità completare la loro formazione. La prima sede della scuola fu al piano terra del Palazzo delle Maestre Pie in Via Guido Nati. Solo nel 1890 a causa dell’accrescere delle iscrizioni la scuola si trasferì al piano terra della storica sede di Via Luigi Novelli. Sotto la direzione di Massimo Gallelli succeduto al Ciancia, nascono le prime cinque sezioni di laboratorio che rispecchiavano i mestieri in voga in quel periodo storico. Stuccatori – Pittori Decoratori – Intagliatori del marmo – Intagliatori del legno – Fabbri Ferrai. Mentre era direttore  Edgardo Zauli Sajani viene in visita a Velletri l’artista Juana Romani, emigrata a Parigi e diventata famosa prima come modella e poi come artista. Juana visitò la scuola accompagnata da uno dei fratelli Lumiere e da Trilussa, rimasta entusiasta della nuova realtà volle lasciare 5.000 lire di rendita perché si premiasse l’allievo meritevole per questo la scuola con Regio Decreto del 1906 prese il suo nome. Durante il ventennio fascista gli allievi della Juana Romani si affermano in numerosi concorsi nazionali. Roberto Guidi nel 1941 vince i littoriali del lavoro.  Dirigono la scuola artisti di fama nazionale Luigi Montanarini – Orlando Orlandini giusto per ricordarne alcuni. Dopo la seconda guerra mondiale, con la nomina di Marcello De Rossi a direttore della Juana Romani per la scuola inizia una nuova era, da serale viene trasformata in diurna 1953 da scuola ad Istituto d’Arte, arrivano ad insegnare nomi che faranno della scuola di Velletri la prima in Italia per livello di produzione artistica. Dal laboratorio di ferro battuto, trasformato nel 1957 da Giglio Petriacci e Virgilio Pisoni in Metalli e Oreficeria nascono i primi esemplari di gioielli a filo e parte grazie a due giovani insegnanti Luciano Denza e Bruna Contona la lavorazione dell’acciao inox. La sezione arte della Ceramica produce oggetti all’avanguardia sia per la forma che per la decorazione vi insegnano artisti come Luigi Gheno ed Enzo Assenza. Gheno realizza nel laboratorio di Velletri le ceramiche per i monumenti ai caduti civili di Velletri e Aprilia. La sezione intaglio del Legno divenuta architettura e arredamento è all’avanguardia ma mantiene anche la tradizione attraverso gli insegnamenti di Fernando Favale uno dei maggiori artigiani di quel particolare momento storico. Mentre la scuola era in trasformazione da serale a diurna arriva ad insegnare lettere Giorgio Bassani, scrittore autore del Giardino dei Finzi Contini, contemporaneamente a Lidia Sartorio, figlia del grande maestro Giulio Aristide Sartorio autore del fregio dell’aula della camera dei deputati. L’architetto De Rossi crea nel 1947 la mostra triennale d’arte e artigianato che in poco tempo diventa un appuntamento nazionale, hanno inaugurato le varie edizioni importanti personalità da Giulio Carlo Argan a Giulio Andreotti. Sono questi gli anni della presenza nella scuola veliterna di artisti come Giuseppe Vittorio Parisi – Nunzio De Giovanni – Santolo Maffettone giusto per ricordarne alcuni. A Velletri Marcello De Rossi, accolse uno dei primi disabili in una scuola, facendolo frequentare come uditore sotto la sua personale responsabilità, questo fu per lui la sicurezza del futuro dato dalla sua professione di orafo acquisita presso al Juana Romani. Alla scuola veliterna vengono dati in amministrazione i nuovi istituti di Anzio – Tivoli e Priverno, nasce negli anni sessanta la scuola media annessa. Nel 1979 Marcello De Rossi, per raggiunti limiti di età lascia la guida della scuola al Prof. Giglio Petriacci che impronta il suo lavoro nel segno della continuità organizzando la celebre mostra Isa 88. Il rapporto tra scuola e mondo del lavoro è stato sempre prioritario tanto che UNOARRE prendeva gli allievi meritevoli del laboratorio di Oreficeria per portarli nei suoi. Dopo lo scellerato decreto Gelmini che ha licealizzato gli Istituti d’Arte la sede di Via Novelli è stata abbandonata per la didattica e affidata al Circolo Artistico La Pallade Veliterna, da parte del Consiglio d’Istituto del Cesare Battisti istituto in cui è confluito il Liceo Artistico. Ad Ottobre del 2013 nasce il Polo Espositivo Juana Romani che ha come scopo primario quello di mantenere ben saldo il rapporto tra questa realtà è la scuola, perché la storica struttura di Via Luigi Novelli resta sempre la sede espositiva della scuola. L’Inaugurazione degli spazi espositivi è avvenuta a Novembre del 2013 e dall’allora non si sono mai fermate iniziative e mostre. Oggi il Polo, conta 24 sale espositive ricavate dai laboratori e dalle vecchie aule didattiche. Ogni una di essa è dedicata ad ex insegnanti o ad artisti che hanno segnato la storia. Importante il rapporto che lega il Polo Espositivo all’ambiente di Via Margutta e alla storica associazione dei Cento Pittori, una delle sale infatti intitolata a Giovanni e Alfonso Omiccioli contiene in forma permanente opere di artisti che negli sessanta hanno scritto la dolce vita romana tra questi LINO TARDIA medaglia d’oro della presidenza della Repubblica per i bemeriti della cultura- Nino La Barbera premio UNESCO per meriti artistici – Novella Parigini – Leonardo De Magistris e Alberto Vespaziani presidente dei Cento Pittori. Una sala al piano terra è dedicata a Giulio Aristide Sartorio e conserva riproduzioni di alcune sue opere,sono presenti nella stessa sala artisti come Ugo Nespolo – Mino Maccari – Duilio Cambellotti – Mario Schifano. La collezione permanente ha opere di Pericle Fazzini – Paolo Veneziani. Tutto questo è nato grazie alla passione dei membri del Circolo Artistico La Pallade Veliterna che con grande fatica hanno ripulito gli ambienti riportando quelli centrali allo stato originale liberandoli da tutto ciò che non faceva parte dell’architettura originaria della struttura che risale al XVII secolo essendo stata alle origini convento del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco. Merita di essere ricordata la presenza nel mese di Settembre del 2016 dell’Orchestra a Plettro “Città di Taormina” che si è esibita nella sala Marcello De Rossi e la promozione di convegni di alto livello come quello sul restauro del fregio del parlamento di sartorio con la Dr.ssa Stefania Frezzotti responsabile della sezione ottocentesca della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e della Dr.ssa Bartoletti che ha curato il restauro della monumentale opera realizzata dal maestro tra il 1908 e il 1912. Il Polo Espositivo Juana Romani è stato oggetto dell’attenzione della rubrica del TGR LAZIO “Buongiorno Regione” che ha realizzato un ampio servizio nel Marzo del 2016. La realtà è supportata a livello istituzionale dall’amministrazione comunale veliterna nella persona del Sindaco Servadio e degli assessori Orlando Pocci e Marcello Pontecorvi che insieme alle consigliere Sabina Ponzo – Romina Trenta – Carla Caprio e Anna Morsa non hanno mai fatto mancare la loro presenza e la loro collaborazione. Grande è il supporto da parte dell’amministrazione comunale di Marino che nelle persone del Sindaco Carlo Colizza e dell’Assessore alla Cultura Paola Tiberi ha concesso per la nona edizione della Mostra Triennale d’Arte e Artigianato Marcello De Rossi il prestito temporaneo del busto in bronzo di Giacomo Carissimi realizzato dai ragazzi del Paolo Mercuri diretti da Stefano Piali. Si tratta di un’operazione storica perché il busto ha lasciato per la prima volta dalla sua realizzazione l’atrio della sala consiliare di Palazzo Colonna. Nel mese di Settembre il Polo è impegnato nella realizzazione del VELLETRI WINE FESTIVAL “NICOLA FERRI” Premio Nazionale Pallade Veliterna – Premio di Pittura La Scaletta. Manifestazione che vede l’unirsi dei comuni dei castelli romani nella valorizzazione del territorio e nello scambio culturale attraverso il binomio arte e vino. Lo scorso anno (2016) il Festival ha ospitato l’orchestra a plettro città di Taormina. Un lavoro costante e continuo che ha portato la presenza in permanenza di ben nove associazioni artistiche della regione Lazio e due di Verona. Gli spazi sono a disposizione delle singole realtà per iniziative culturali ed artistiche.

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