Con profondo dolore il circolo artistico la pallade veliterna partecipa al lutto per la perdita del dott. Don Marco Nemesi ex allievo dell'istituto statale d'arte Juana Romani.
pagina ufficiale dell'associazione che dal 2013 ha ricevuto in uso la sede storica dell'Istituto d'arte Juana Romani in Via Luigi Novelli 3 atttaverso una regolare convenzione con la dirigente del Cesare Battisti di Velletri dr.ssa Stefania Ciarla
lunedì 4 giugno 2018
sabato 2 giugno 2018
Per ricordare Gigi e Nino
ERMINIA FERRARI MANFREDI A VELLETRI SABATO 9 GIUGNO
Sabato 9 Giugno alle ore 21.00 presso il Polo Espositivo Juana Romani ci sara' una serata particolare con ospite la signora Erminia Ferrari vedova del grande Nino Manfredi parleremo di temi sociali presentando le attivita' dell'associazione Viva la Vita onlus di cui la stessa Erminia e'presidente onorario. Si tratta della ricerca contro la SLA malattia di cui ancora oggi non si conosce la cura. Per ricordare Nino Manfredi e Gigi Magni verra'proiettato In nome del papa re film del 1977 che ha ricevuto tre David di Donatello quattro Nastri d'argento e una grolla d'oro. Si tratta di un vero capolavoro della storia cinema italiano. Vi aspettiamo numerosi dato il nobile scopo della serata che nel quadro della rassegna Notti di Stelle - Notti d'Arte - Notti di Cinema gode del patrocinio del Comune di Velletri di quello di Lanuvio dell'Accademia del Cinema Italiano premi David di Donatello e dell'Associazione Internazionale Via Margutta.
ERMINIA FERRARI MANFREDI A VELLETRI SABATO 9 GIUGNO
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| Ercole Bolognesi "dedicato a Nino" |
Sabato 9 Giugno alle ore 21.00 presso il Polo Espositivo Juana Romani ci sara' una serata particolare con ospite la signora Erminia Ferrari vedova del grande Nino Manfredi parleremo di temi sociali presentando le attivita' dell'associazione Viva la Vita onlus di cui la stessa Erminia e'presidente onorario. Si tratta della ricerca contro la SLA malattia di cui ancora oggi non si conosce la cura. Per ricordare Nino Manfredi e Gigi Magni verra'proiettato In nome del papa re film del 1977 che ha ricevuto tre David di Donatello quattro Nastri d'argento e una grolla d'oro. Si tratta di un vero capolavoro della storia cinema italiano. Vi aspettiamo numerosi dato il nobile scopo della serata che nel quadro della rassegna Notti di Stelle - Notti d'Arte - Notti di Cinema gode del patrocinio del Comune di Velletri di quello di Lanuvio dell'Accademia del Cinema Italiano premi David di Donatello e dell'Associazione Internazionale Via Margutta.
venerdì 1 giugno 2018
Avviso
Causa festa della repubblica la prevista proiezione de Nell'Anno del Signore" prevista per domani sabato 2 giugno e'posticipata a mercoledi 5 giugno sempre ore 21.30. Mentre la cambiale prevista per questa sera alle 21.30 e' posticipata sempre Mercoledi' alle 17.30.
giovedì 24 maggio 2018
Per rendere omaggio all’arte del maestro Luigi Magni in visita al Polo Espositivo “Juana Romani”
IL MAESTRO MAURO LUSINI autore della celebre “C’era un ragazzo”
Domenica mattina accompagnato dal Fabio Massimo Caruso è venuto in visita al Polo Espositivo Juana Romani per rendere omaggio al maestro Luigi Magni, Mauro Lusini giovane cantautore toscano salì improvvisamente alla ribalta nel 1966, quando presentò a Gianni Morandi e Franco Migliacci una canzone sulla guerra in Vietnam, cantata in un inglese maccheronico[Migliacci riscrisse il testo in italiano e la intitolò C'era un ragazzo (che come me amava i Beatles e i Rolling Stones). Morandi, in cerca di un rilancio con un repertorio più "impegnato" e maturo, decise di inciderla e la presentò al Festival delle rose di Roma, trasformandola in un successo. La RAI decise di non mandare in onda il brano nelle trasmissioni radiofoniche (in Hit Parade veniva fatta ascoltare la facciata B del disco, Se perdo anche te) e quando Morandi e Lusini ebbero l'opportunità di cantarla insieme in televisione (nel varietà diretto da Vito Molinari ...e sottolineo yè), furono costretti a sostituire le parole "Vietnam" e "Vietcong" con quello che doveva essere un innocuo "ta-ta-ta-ta" ma che venne cantato come il suono di una mitragliata. Il brano fu molto apprezzato da Joan Baez, che lo incluse nel suo repertorio e lo cantò in svariate occasioni, compreso il concerto all'isola di Wight nel 1969. Un altro successo di Lusini fu La mia chitarra, presentata al Cantagiro 1967. Nel 1968 recitò nel musicarello intitolato Il sole è di tutti. Lusini ebbe altre noie con la censura: nel 1970 con il testo del brano Maryanna dilòn dilàn che alludeva alla cannabis («...mi fa girar la testa la Maryanna, la Maryanna»), ma che comunque non fu bloccato dalla radio e telediffusione, e nel 1971 con America primo amore che fu censurato dalla RAI per il suo contenuto ritenuto ancora una volta anti-americano [2].L'anno successivo, il 25 maggio[3], venne trasmesso sul Secondo Canale il film TV Scappo per cantare, diretto da Pompeo De Angelis, che vedeva Lusini tra gli attori .Una cover di Maryanna dilon dilan è poi diventata una canzone in dialetto sassarese ("La Mirinzana") grazie alla riscrittura dei testi ad opera di Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi. Il "nuovo" brano è molto popolare tra i sassaresi che a grande maggioranza ignorano che la loro amatissima canzone non è proprio un originale. La sua Questo amore, cantata dai Ricchi e Poveri, partecipò all'Eurovision Song Contest 1978. Dal 1978 al 1982 fu produttore di Nada, per la quale scrisse la musica di Ti stringerò; proprio durante la lavorazione con la cantante toscana, Lusini conosce Fabio Pignatelli e Maurizio Guarini dei Goblin (in quel periodo rimasti orfani di Simonetti e Morante impegnati nei progetti solisti e Marangolo in tour con Pino Daniele) che gli propongono di riformare il gruppo in chiave pop e con brani cantati solo per l'arco di un album. Lusini accetta la scommessa e diventa quindi, per un anno, il cantante dei Goblin formati, per l'occasione, oltre che da Pignatelli e Guarini anche da Marco Rinalduzzi (chitarre) e Derek Wilson (batteria). Insieme realizzano l'album Volo, uscito nel 1982, dove spicca il brano omonimo, fortunata sigla di Discoring. In anni più recenti ha lavorato come musicista in radio, realizzando sigle e stacchi musicali. Nel 2001 ha fondato l'Amarcord, casa di edizioni musicali. Nel 2010 ha collaborato con Carmen Consoli, scrivendo la musica di AAA Cercasi. Una visita inaspettata che è gratificato ancor più il nostro lavoro e la nostra fatica quotidiana mirata alla valorizzazione delle arti in tutte le loro sfaccettature e alla ricerca delle avanguardie che è stata sempre una base fondante della nostra storia. Un grazie va a Fabio Massimo Caruso per la gradita sorpresa. Sempre grazie a questo illustre artista che vive sul territorio il Polo Espostivo è stato oggetto di un servizio sui portali di Rai Arte e Rai Scuola che sta avendo notevole successo. Veramente quando nel 2013 abbiamo iniziato quest’avventura non pensavamo di arrivare a tanto.
Alessandro Filippi
IL MAESTRO MAURO LUSINI autore della celebre “C’era un ragazzo”
Domenica mattina accompagnato dal Fabio Massimo Caruso è venuto in visita al Polo Espositivo Juana Romani per rendere omaggio al maestro Luigi Magni, Mauro Lusini giovane cantautore toscano salì improvvisamente alla ribalta nel 1966, quando presentò a Gianni Morandi e Franco Migliacci una canzone sulla guerra in Vietnam, cantata in un inglese maccheronico[Migliacci riscrisse il testo in italiano e la intitolò C'era un ragazzo (che come me amava i Beatles e i Rolling Stones). Morandi, in cerca di un rilancio con un repertorio più "impegnato" e maturo, decise di inciderla e la presentò al Festival delle rose di Roma, trasformandola in un successo. La RAI decise di non mandare in onda il brano nelle trasmissioni radiofoniche (in Hit Parade veniva fatta ascoltare la facciata B del disco, Se perdo anche te) e quando Morandi e Lusini ebbero l'opportunità di cantarla insieme in televisione (nel varietà diretto da Vito Molinari ...e sottolineo yè), furono costretti a sostituire le parole "Vietnam" e "Vietcong" con quello che doveva essere un innocuo "ta-ta-ta-ta" ma che venne cantato come il suono di una mitragliata. Il brano fu molto apprezzato da Joan Baez, che lo incluse nel suo repertorio e lo cantò in svariate occasioni, compreso il concerto all'isola di Wight nel 1969. Un altro successo di Lusini fu La mia chitarra, presentata al Cantagiro 1967. Nel 1968 recitò nel musicarello intitolato Il sole è di tutti. Lusini ebbe altre noie con la censura: nel 1970 con il testo del brano Maryanna dilòn dilàn che alludeva alla cannabis («...mi fa girar la testa la Maryanna, la Maryanna»), ma che comunque non fu bloccato dalla radio e telediffusione, e nel 1971 con America primo amore che fu censurato dalla RAI per il suo contenuto ritenuto ancora una volta anti-americano [2].L'anno successivo, il 25 maggio[3], venne trasmesso sul Secondo Canale il film TV Scappo per cantare, diretto da Pompeo De Angelis, che vedeva Lusini tra gli attori .Una cover di Maryanna dilon dilan è poi diventata una canzone in dialetto sassarese ("La Mirinzana") grazie alla riscrittura dei testi ad opera di Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi. Il "nuovo" brano è molto popolare tra i sassaresi che a grande maggioranza ignorano che la loro amatissima canzone non è proprio un originale. La sua Questo amore, cantata dai Ricchi e Poveri, partecipò all'Eurovision Song Contest 1978. Dal 1978 al 1982 fu produttore di Nada, per la quale scrisse la musica di Ti stringerò; proprio durante la lavorazione con la cantante toscana, Lusini conosce Fabio Pignatelli e Maurizio Guarini dei Goblin (in quel periodo rimasti orfani di Simonetti e Morante impegnati nei progetti solisti e Marangolo in tour con Pino Daniele) che gli propongono di riformare il gruppo in chiave pop e con brani cantati solo per l'arco di un album. Lusini accetta la scommessa e diventa quindi, per un anno, il cantante dei Goblin formati, per l'occasione, oltre che da Pignatelli e Guarini anche da Marco Rinalduzzi (chitarre) e Derek Wilson (batteria). Insieme realizzano l'album Volo, uscito nel 1982, dove spicca il brano omonimo, fortunata sigla di Discoring. In anni più recenti ha lavorato come musicista in radio, realizzando sigle e stacchi musicali. Nel 2001 ha fondato l'Amarcord, casa di edizioni musicali. Nel 2010 ha collaborato con Carmen Consoli, scrivendo la musica di AAA Cercasi. Una visita inaspettata che è gratificato ancor più il nostro lavoro e la nostra fatica quotidiana mirata alla valorizzazione delle arti in tutte le loro sfaccettature e alla ricerca delle avanguardie che è stata sempre una base fondante della nostra storia. Un grazie va a Fabio Massimo Caruso per la gradita sorpresa. Sempre grazie a questo illustre artista che vive sul territorio il Polo Espostivo è stato oggetto di un servizio sui portali di Rai Arte e Rai Scuola che sta avendo notevole successo. Veramente quando nel 2013 abbiamo iniziato quest’avventura non pensavamo di arrivare a tanto.
Alessandro Filippi
martedì 22 maggio 2018
Il prossimo 9 Giugno alle 21.30 al Polo Espositivo “Juana Romani”
con Erminia Manfredi nel ricordo di Nino e Gigi
Si può parlare di più di un quarantennio per inquadrare in uno spazio temporale la collaborazione tra Nino Manfredi e Luigi Magni. Collaborazione iniziata con i caroselli, consolidatasi poi con Rugantino per poi nel cinema dare vita a personaggi come Cornacchia, Colombo da Priverno giusto per ricordarne alcuni. Ma tra Nino e Gigi oltre alla stima professionale c’era una fraterna amicizia che li rendeva complici anche nel lavoro. Per parlare di questi due straordinari personaggi Sabato 9 Giugno nel quadro della rassegna Notti d’Arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema alle 21.00 sarà presente presso il Polo Espositivo Juana Romani Erminia Manfredi che non sarà certo avara di aneddoti e ricordi. Prevista anche la presenza di Luigi Rocchetti e Maurizio Millenotti che hanno lavorato a In nome del Papa Re film scelto per la serata ( la programmata proiezione di Scipione detto anche l’africano slitta al 21 Luglio). In nome del Papa Re è l’opera di Luigi Magni che ha preso più premi tre David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e un Grolla d’Oro. Prima della proiezione la signora Erminia Manfredi presenterà l’attività dell’Associazione Viva la vita onlus di cui è presidente onoraria. Si tratta di una realtà che supporta la ricerca contro la SLA. Ma ricordiamo in breve il rapporto tra Nino Manfredi e Gigi Magni. Si conobbero grazie ai caroselli vere e proprie “chicche”delle storielle che facevano della pubblicità un prodotto d’autore. Nel 1962 fecero insieme in teatro Rugantino con le musiche di Armando Trovajoli testi di Pasquale Festa Campanile – Massimo Franciosa – Luigi Magni e Garinei e Giovannini. Poi nel 1969 la loro prima collaborazione sul grande schermo con “Nell’Anno del Signore”. Il film ancora oggi tra le cento pellicole italiane campioni d’incasso dove Manfredi interpretava Cornacchia il calzolaro finto ignorante che in verità poi era Pasquino a fianco di una straordinaria Claudia Cardinale nel ruolo di Giuditta. Per Cornacchia Nino Manfredi nel 1970 riceve il David di Donatello come migliore attore protagonista. Nel 1976 lo straordinario Santo Soglio dove Nino interpreta il Cardinale Felicetto dei Caprettari finto malato che poi viene eletto Papa, come non ricordare la presenza di Nino negli episodi “Il Cavalluccio Svedese” e il “Superiore” sempre dello stesso anno. Nel 1977 la straordinaria interpretazione di Colombo da Priverno ne In nome del Papa Re che è valso a Nino Manfredi il David di Donatello e il Nastro d’Argento come migliore attore protagonista, dieci anni dopo nel 1987 Secondo Ponzio Pilato che vale a Nino il globo d’oro come migliore attore protagonista, nel 1990 lo straordinario Ciceruacchio ne In nome del Popolo Sovrano per poi arrivare alle ultime due collaborazione ne La Carbonara nel ruolo del Cardinale Rivarola e ne La Notte di Pasquino dove interpreta Pasquino con un meraviglioso Fiorenzo Fiorentini. Vi invitiamo quindi a partecipare a questa serata per vivere un cinema d’autore che ha segnato la storia e che merita di essere ricordato per la grande testimonianza che da oggi alle nuove generazioni.
Alessandro Filippi
con Erminia Manfredi nel ricordo di Nino e Gigi
Si può parlare di più di un quarantennio per inquadrare in uno spazio temporale la collaborazione tra Nino Manfredi e Luigi Magni. Collaborazione iniziata con i caroselli, consolidatasi poi con Rugantino per poi nel cinema dare vita a personaggi come Cornacchia, Colombo da Priverno giusto per ricordarne alcuni. Ma tra Nino e Gigi oltre alla stima professionale c’era una fraterna amicizia che li rendeva complici anche nel lavoro. Per parlare di questi due straordinari personaggi Sabato 9 Giugno nel quadro della rassegna Notti d’Arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema alle 21.00 sarà presente presso il Polo Espositivo Juana Romani Erminia Manfredi che non sarà certo avara di aneddoti e ricordi. Prevista anche la presenza di Luigi Rocchetti e Maurizio Millenotti che hanno lavorato a In nome del Papa Re film scelto per la serata ( la programmata proiezione di Scipione detto anche l’africano slitta al 21 Luglio). In nome del Papa Re è l’opera di Luigi Magni che ha preso più premi tre David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e un Grolla d’Oro. Prima della proiezione la signora Erminia Manfredi presenterà l’attività dell’Associazione Viva la vita onlus di cui è presidente onoraria. Si tratta di una realtà che supporta la ricerca contro la SLA. Ma ricordiamo in breve il rapporto tra Nino Manfredi e Gigi Magni. Si conobbero grazie ai caroselli vere e proprie “chicche”delle storielle che facevano della pubblicità un prodotto d’autore. Nel 1962 fecero insieme in teatro Rugantino con le musiche di Armando Trovajoli testi di Pasquale Festa Campanile – Massimo Franciosa – Luigi Magni e Garinei e Giovannini. Poi nel 1969 la loro prima collaborazione sul grande schermo con “Nell’Anno del Signore”. Il film ancora oggi tra le cento pellicole italiane campioni d’incasso dove Manfredi interpretava Cornacchia il calzolaro finto ignorante che in verità poi era Pasquino a fianco di una straordinaria Claudia Cardinale nel ruolo di Giuditta. Per Cornacchia Nino Manfredi nel 1970 riceve il David di Donatello come migliore attore protagonista. Nel 1976 lo straordinario Santo Soglio dove Nino interpreta il Cardinale Felicetto dei Caprettari finto malato che poi viene eletto Papa, come non ricordare la presenza di Nino negli episodi “Il Cavalluccio Svedese” e il “Superiore” sempre dello stesso anno. Nel 1977 la straordinaria interpretazione di Colombo da Priverno ne In nome del Papa Re che è valso a Nino Manfredi il David di Donatello e il Nastro d’Argento come migliore attore protagonista, dieci anni dopo nel 1987 Secondo Ponzio Pilato che vale a Nino il globo d’oro come migliore attore protagonista, nel 1990 lo straordinario Ciceruacchio ne In nome del Popolo Sovrano per poi arrivare alle ultime due collaborazione ne La Carbonara nel ruolo del Cardinale Rivarola e ne La Notte di Pasquino dove interpreta Pasquino con un meraviglioso Fiorenzo Fiorentini. Vi invitiamo quindi a partecipare a questa serata per vivere un cinema d’autore che ha segnato la storia e che merita di essere ricordato per la grande testimonianza che da oggi alle nuove generazioni.
Alessandro Filippi
domenica 20 maggio 2018
Venerdì 25 Maggio la prima della rassegna Notti d’Arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema con il patrocinio dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello
CON “ TEMPO DI VILLEGGIATURA” AL VIA LA RASSEGNA SU LUIGI MAGNI
Sabato 26 Maggio proiezione del primo lavoro da regista firmato da Luigi Magni “Faustina”
Con “ Tempo di Villeggiatura e Faustina” inizia la rassegna dedicata alle opere di Luigi Magni. I primi due titoli in programma rappresentano gli esordi della sua carriera sia come sceneggiatore che come regista. Dopo il Liceo Luigi Magni si iscrisse all’Università alla facoltà di Lettere,ma abbandonò a pochi esami dalla fine. La conoscenza della lingua inglese gli fece trovare lavoro come controllore del traffico aereo all’aereoporto di Ciampino. Nel 1955 mentre ancora lavorava in aeronautica andava spesso a magiare da Menghi una trattoria simpatica sulla via Flaminia vicino a piazza del Popolo il cui gestore era molto generoso con gli artisti. Una sera trovò Lucia Mirisola seduta vicino a Willy Antuono un suo amico italo americano con cui aveva fatto il centro sperimentale. Dopo una presentazione non troppo simpatica parlarono per tutta la sera. Magni rimase colpito dal desiderio di quella ragazza che voleva lavorare nel cinema. Il suo stesso desiderio. Dopo quella sera si incontrarono altre volte. Lucia viveva in Via Capo d’Africa, in una stanza in cui aveva vissuto un carabiniere che aveva dimenticato un libricino con tutte le sue lettere d’amore. Un giorno Lucia disse: “ E’ sciocco pagare due affitti andiamo a vivere insieme” e così fecero. Andarono a vivere in una casa di Via del Corso di proprietà della famiglia Incagliati che affittava le camere ammobiliate. In una di queste stanze viveva Pino Lancetti che poi sarà conosciuto come il sarto pittore. Il 16 Agosto 1956 dopo quattro mesi di convivenza si sposarono in comune a Roma. All’epoca c’era un amministrazione democristiana ma Gigi volle un consigliere comunista. Il 26 Agosto 1984 si sposarono in chiesa a Venezia. Nel 2006 per il loro cinquantesimo di matrimonio l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni ha voluto una cerimonia in loro onore in campidoglio dove li ha risposati. Dono di nozze una litografia del settecento rappresentante Castel S. Angelo. Lucia Mirisola appena diplomata ha iniziato subito a lavorare con Gillo Pontecorvo facendo l’assistente di Pietro Berardi, lo stesso che poi la richiamò per farsi aiutare ne “La Dolce Vita” di Fellini. Poi con Zeffirelli e Paolo Poli. La collaborazione con il marito, inizia con i caroselli e poi una volta che Magni scelse l’attività di regista fu naturale che lo seguisse sul set. L’incontro di Luigi Magni con il cinema, avvenne per caso. Viveva a metà degli anni cinquanta in una camera ammobiliata dietro Piazzale Flaminio in via degli Scialoja. Nella stessa casa viveva Willy Antuono un ragazzo italo americano venuto in Italia per lavorare nel cinema. In quel periodo Willy stava lavorando ad un soggetto per Antonio Racioppi un regista diplomato al centro sperimentale e chiese a Magni di aiutarlo. Luigi Zampa che era il supervisore alla regia, trovò la storia carina ma per ilcopione, occorrevano sceneggiatori professionisti e chiamò Age e Scarpelli. Il film era Tempo di Villeggiatura e i protagonisti furono Vittorio De Sica – Giovanna Ralli e Nino Manfredi. Per magni fu un inizio fortunato, aveva già conosciuto Age e Scarpelli ai tempi che collaborava con il Marc’ Aurelio ma mai aveva pesato di lavorare con loro. Cominciava a fare il “negro” quello che scriveva e non firmava, ma era giusto così. C’era l’autore proprietario della bottega e il ragazzotto che imparava un mestiereMagni, prima di iniziare la sua attività di regista è stato uno sceneggiatore ha scritto per registi famosi come Mauro Bolognini, Camillo Mastrocinque, Giorgio Bianchi tra queste collaborazioni troviamo anche la prima stesura di Totò, Peppino e la dolce vita. Lavoro a sei mani con Fabrizio Serani e Achille Campanile ma poi il progetto saltò e il film lo fece Sergio Corbucci con altri sceneggiatori. Ne le “voci bianche” oltre ad essere sceneggiatore fu anche attore interpretando un nobile del settecento. Si sentiva un imbecille voleva smettere dopo la prima scena ma Festa Campanile e Franciosa furono inflessibili. Ne la Mandragola scrisse una scena un po’ folle che nel testo di Macchiavelli non esiste. In un primo momento questa scena non venne montata ma poi fu inserita. Si tratta di un frammento girato di nascosto dell’arcivescovo. Mentre il produttore intratteneva l’alto prelato in Arcivescovado all’interno del cimitero si girava questa scena con un Totò quasi cieco che parlava con le mummie. Magni ebbe modo di conoscere Totò personalmente tramite suo genero Gianni Buffardi che aveva prodotto Faustina il suo primo film da regista. Andò qualche volta a casa sua, De Curtis era molto cerimonioso offriva subito un bicchiere di vino e faceva accomodare. Era condizionato dal suo essere principe si sentiva in dovere di essere gentile con tutti, al contrario di Magni che aveva modi rozzi da popolano due mondi diversi. Nel 1968 il maestro scrisse con Rodolfo Sonego “la ragazza con la pistola”. Il film fu candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura cosa che Magni apprese dai giornali e sicuramente anche Sonego ne era all’oscuro. La carriera di Magni incontra i caroselli. Fu un caso fortuito quello. Age e Scarpelli oltre che per il cinema lavoravano anche per i caroselli. Non potendo far fronte alle eccessive richieste gli chiesero insieme ad altri di scrivere i testi. Il compenso non era alto ma andava bene lo stesso. Gli davano il “codino” e poi iniziavano la storia. Ma ben presto Magni rimase solo a lavorare ai caroselli perché il suo collaboratore redattore de “L’Avanti” a causa dei troppi impegni dovette lasciare. Luigi Magni prima di essere un regista di cinema e di televisione poi, è stato un autore di teatro. La prima opera che ha scritto è stato RUGANTINO. Nato come un film alla cui stesura avevano collaborato Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa che poi sarebbero stati i registi. Il film per qualche oscuro motivo saltò e il produttore vendette il copione a Garinei e Giovannini che si appropriano della paternità dell’opera. Gli autori dello spettacolo portato in scena per la prima volta nel 1962 risultano essere loro insieme a Campanile e Franciosa ma questi non avevano la minima idea di chi fosse l’antica maschera romana. Magni compare solo come collaboratore artistico. Dicevano che cinque autori per una commedia musicale erano troppi ed esclusero proprio lui. Magni provò a replicare ma non ci fu nulla da fare. Ma era il pedaggio che dovevano pagare i giovani apprendisti, questo gli permise di approdare al teatro e scrivere lavori come “il giorno della tartaruga” con Renato Rascel, Ciao Rudy con Marcello Mastroianni e Viola Violino e Viola d’Amore con Enrico Maria Salerno e le Kessler, poi arriveranno I Sette Re di Roma e Gaetanaccio. Pochi anni dopo Rugantino divenne un film ma Magni si tolse dai titoli perché non condivideva Celentano protagonista. Però il lavoro di sceneggiatore a quattro o a sei mani iniziava a stargli stretto. Molto spesso quando andava a vedere il film non lo riconosceva, questo fece scaturire in lui l’idea di iniziare a lavorare come regista. Un giorno per strada Magni incontra Gianni Buffardi, un grande giocatore di poker che si faceva il mercante d’arte con la passione per il cinema. Buffardi chiese a Magni se aveva un soggetto carino e lui propose Faustina. In poco tempo venne messa su una produzione ed iniziarono le riprese. Finito il film il montaggio si fece nella cucina del produttore. Un giorno Buffardi che non aveva più una lira fece allontanare Magni e l’altra montatrice per un’ora. Alle rimostranze di questi disse: Lo volete finì o no il film?. Dopo un’ora aveva i soldi. Faustina nasce nel 1968 nel periodo in cui le donne cominciavano a ribellarsi. Per il ruolo della protagonista Magni scelse Vonetta McGee una ragazza afroamericana impegnata nel movimento americano che lottava contro la discriminazione razziale e per l’emancipazione dei neri. Il film venne girato ai mercati tranianei, un privilegio. Oggi sarebbe impossibile. Lucia fece una ricerca sui baraccati dell’Acquedotto Felice e volle dare un’idea più allegra e poetica della loro condizione. Vennero realizzate baracche con le porte colorate e i gerani alle finestre. Enzo Cerusico l’amante di Faustina era la caricatura di un personaggio che allora andava molto di moda, lo yacht man.
Alessandro Filippi
CON “ TEMPO DI VILLEGGIATURA” AL VIA LA RASSEGNA SU LUIGI MAGNI
Sabato 26 Maggio proiezione del primo lavoro da regista firmato da Luigi Magni “Faustina”
Con “ Tempo di Villeggiatura e Faustina” inizia la rassegna dedicata alle opere di Luigi Magni. I primi due titoli in programma rappresentano gli esordi della sua carriera sia come sceneggiatore che come regista. Dopo il Liceo Luigi Magni si iscrisse all’Università alla facoltà di Lettere,ma abbandonò a pochi esami dalla fine. La conoscenza della lingua inglese gli fece trovare lavoro come controllore del traffico aereo all’aereoporto di Ciampino. Nel 1955 mentre ancora lavorava in aeronautica andava spesso a magiare da Menghi una trattoria simpatica sulla via Flaminia vicino a piazza del Popolo il cui gestore era molto generoso con gli artisti. Una sera trovò Lucia Mirisola seduta vicino a Willy Antuono un suo amico italo americano con cui aveva fatto il centro sperimentale. Dopo una presentazione non troppo simpatica parlarono per tutta la sera. Magni rimase colpito dal desiderio di quella ragazza che voleva lavorare nel cinema. Il suo stesso desiderio. Dopo quella sera si incontrarono altre volte. Lucia viveva in Via Capo d’Africa, in una stanza in cui aveva vissuto un carabiniere che aveva dimenticato un libricino con tutte le sue lettere d’amore. Un giorno Lucia disse: “ E’ sciocco pagare due affitti andiamo a vivere insieme” e così fecero. Andarono a vivere in una casa di Via del Corso di proprietà della famiglia Incagliati che affittava le camere ammobiliate. In una di queste stanze viveva Pino Lancetti che poi sarà conosciuto come il sarto pittore. Il 16 Agosto 1956 dopo quattro mesi di convivenza si sposarono in comune a Roma. All’epoca c’era un amministrazione democristiana ma Gigi volle un consigliere comunista. Il 26 Agosto 1984 si sposarono in chiesa a Venezia. Nel 2006 per il loro cinquantesimo di matrimonio l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni ha voluto una cerimonia in loro onore in campidoglio dove li ha risposati. Dono di nozze una litografia del settecento rappresentante Castel S. Angelo. Lucia Mirisola appena diplomata ha iniziato subito a lavorare con Gillo Pontecorvo facendo l’assistente di Pietro Berardi, lo stesso che poi la richiamò per farsi aiutare ne “La Dolce Vita” di Fellini. Poi con Zeffirelli e Paolo Poli. La collaborazione con il marito, inizia con i caroselli e poi una volta che Magni scelse l’attività di regista fu naturale che lo seguisse sul set. L’incontro di Luigi Magni con il cinema, avvenne per caso. Viveva a metà degli anni cinquanta in una camera ammobiliata dietro Piazzale Flaminio in via degli Scialoja. Nella stessa casa viveva Willy Antuono un ragazzo italo americano venuto in Italia per lavorare nel cinema. In quel periodo Willy stava lavorando ad un soggetto per Antonio Racioppi un regista diplomato al centro sperimentale e chiese a Magni di aiutarlo. Luigi Zampa che era il supervisore alla regia, trovò la storia carina ma per ilcopione, occorrevano sceneggiatori professionisti e chiamò Age e Scarpelli. Il film era Tempo di Villeggiatura e i protagonisti furono Vittorio De Sica – Giovanna Ralli e Nino Manfredi. Per magni fu un inizio fortunato, aveva già conosciuto Age e Scarpelli ai tempi che collaborava con il Marc’ Aurelio ma mai aveva pesato di lavorare con loro. Cominciava a fare il “negro” quello che scriveva e non firmava, ma era giusto così. C’era l’autore proprietario della bottega e il ragazzotto che imparava un mestiereMagni, prima di iniziare la sua attività di regista è stato uno sceneggiatore ha scritto per registi famosi come Mauro Bolognini, Camillo Mastrocinque, Giorgio Bianchi tra queste collaborazioni troviamo anche la prima stesura di Totò, Peppino e la dolce vita. Lavoro a sei mani con Fabrizio Serani e Achille Campanile ma poi il progetto saltò e il film lo fece Sergio Corbucci con altri sceneggiatori. Ne le “voci bianche” oltre ad essere sceneggiatore fu anche attore interpretando un nobile del settecento. Si sentiva un imbecille voleva smettere dopo la prima scena ma Festa Campanile e Franciosa furono inflessibili. Ne la Mandragola scrisse una scena un po’ folle che nel testo di Macchiavelli non esiste. In un primo momento questa scena non venne montata ma poi fu inserita. Si tratta di un frammento girato di nascosto dell’arcivescovo. Mentre il produttore intratteneva l’alto prelato in Arcivescovado all’interno del cimitero si girava questa scena con un Totò quasi cieco che parlava con le mummie. Magni ebbe modo di conoscere Totò personalmente tramite suo genero Gianni Buffardi che aveva prodotto Faustina il suo primo film da regista. Andò qualche volta a casa sua, De Curtis era molto cerimonioso offriva subito un bicchiere di vino e faceva accomodare. Era condizionato dal suo essere principe si sentiva in dovere di essere gentile con tutti, al contrario di Magni che aveva modi rozzi da popolano due mondi diversi. Nel 1968 il maestro scrisse con Rodolfo Sonego “la ragazza con la pistola”. Il film fu candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura cosa che Magni apprese dai giornali e sicuramente anche Sonego ne era all’oscuro. La carriera di Magni incontra i caroselli. Fu un caso fortuito quello. Age e Scarpelli oltre che per il cinema lavoravano anche per i caroselli. Non potendo far fronte alle eccessive richieste gli chiesero insieme ad altri di scrivere i testi. Il compenso non era alto ma andava bene lo stesso. Gli davano il “codino” e poi iniziavano la storia. Ma ben presto Magni rimase solo a lavorare ai caroselli perché il suo collaboratore redattore de “L’Avanti” a causa dei troppi impegni dovette lasciare. Luigi Magni prima di essere un regista di cinema e di televisione poi, è stato un autore di teatro. La prima opera che ha scritto è stato RUGANTINO. Nato come un film alla cui stesura avevano collaborato Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa che poi sarebbero stati i registi. Il film per qualche oscuro motivo saltò e il produttore vendette il copione a Garinei e Giovannini che si appropriano della paternità dell’opera. Gli autori dello spettacolo portato in scena per la prima volta nel 1962 risultano essere loro insieme a Campanile e Franciosa ma questi non avevano la minima idea di chi fosse l’antica maschera romana. Magni compare solo come collaboratore artistico. Dicevano che cinque autori per una commedia musicale erano troppi ed esclusero proprio lui. Magni provò a replicare ma non ci fu nulla da fare. Ma era il pedaggio che dovevano pagare i giovani apprendisti, questo gli permise di approdare al teatro e scrivere lavori come “il giorno della tartaruga” con Renato Rascel, Ciao Rudy con Marcello Mastroianni e Viola Violino e Viola d’Amore con Enrico Maria Salerno e le Kessler, poi arriveranno I Sette Re di Roma e Gaetanaccio. Pochi anni dopo Rugantino divenne un film ma Magni si tolse dai titoli perché non condivideva Celentano protagonista. Però il lavoro di sceneggiatore a quattro o a sei mani iniziava a stargli stretto. Molto spesso quando andava a vedere il film non lo riconosceva, questo fece scaturire in lui l’idea di iniziare a lavorare come regista. Un giorno per strada Magni incontra Gianni Buffardi, un grande giocatore di poker che si faceva il mercante d’arte con la passione per il cinema. Buffardi chiese a Magni se aveva un soggetto carino e lui propose Faustina. In poco tempo venne messa su una produzione ed iniziarono le riprese. Finito il film il montaggio si fece nella cucina del produttore. Un giorno Buffardi che non aveva più una lira fece allontanare Magni e l’altra montatrice per un’ora. Alle rimostranze di questi disse: Lo volete finì o no il film?. Dopo un’ora aveva i soldi. Faustina nasce nel 1968 nel periodo in cui le donne cominciavano a ribellarsi. Per il ruolo della protagonista Magni scelse Vonetta McGee una ragazza afroamericana impegnata nel movimento americano che lottava contro la discriminazione razziale e per l’emancipazione dei neri. Il film venne girato ai mercati tranianei, un privilegio. Oggi sarebbe impossibile. Lucia fece una ricerca sui baraccati dell’Acquedotto Felice e volle dare un’idea più allegra e poetica della loro condizione. Vennero realizzate baracche con le porte colorate e i gerani alle finestre. Enzo Cerusico l’amante di Faustina era la caricatura di un personaggio che allora andava molto di moda, lo yacht man.
Alessandro Filippi
domenica 13 maggio 2018
E’ venuto a mancare Mercoledì 9 Maggio nella sua abitazione a Cisterna di Latina, vincitore di numerose edizioni del Premio di Pittura La Scaletta e del Premio Nazionale Pallade Veliterna
IN MORTE DEL MAESTRO MARIO SPIGARIOL
socio del Circolo Artistico La Pallade Veliterna - direttore artistico del Gruppo Artistico La Mimosa
Dopo una malattia che aveva determinato il suo ritiro a vita privata, Mercoledì 9 Maggio nella sua abitazione a Cisterna di Latina all’età di 72 anni si è spento il maestro Mario Spigariol anima dell’arte pontina artista sensibile e raffinato. Era nato Biancade (TV) il 10 aprile 1946 da padre veneto e madre cisternese. Da giovane con la famiglia si trasferisce a Cisterna dove dopo le scuole medie sotto la guida di importanti maestri,inizia l’attività di ceramista completandola con dei corsi e studi sussidiari. E’stato responsabile artistico di una importante azienda ceramica di interesse internazionale. Il suo talento poi lo trasferisce nella pittura. Ha esposto in Italia e all’Estero ottenendo ovunque numerosi succcessi di critica e di pubblico. Socio del Circolo Artistico La Pallade Veliterna fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1985. Con il presidente Gualtieri ha partecipato a numerose edizioni del Premio di Pittura La Scaletta e del Premio Nazionale Pallade Veliterna vincendone anche un considerevole numero. Nel 1981 insieme con Patrizio Veronese ha fondato il gruppo artistico La Mimosa di Cisterna ed è stato responsabile artistico della galleria di Palazzo Caetani. Fin dal 2013 ha creduto nel progetto del Polo Espositivo Juana Romani lasciando in esposizione permanente sei sue opere che adesso in suo ricordo sono esposte insieme con quell’amico Patrizio nell’androne principale della struttura. E’ stato il promotore di numerosi gemellaggi artistici con gruppi nazionali e internazionali, ricordiamo quello con la Società delle Belle Arti di Verona che grazie al suo apporto e di quello di Patrizio Veronese oggi è uno dei gruppi che espone in permanenza a Velletri. La sua è stata una carriera artistica densa di soddisfazioni e di riconoscimenti l’ultimo il Premio Cisterna. Ci mancherà Mario,mancheranno i suoi consigli e i suoi imput sempre per una crescita migliore. Era un innamorato dell’arte e del colore i vuoi volti e i suoi fiori sono oggi il più bel ricordo della sua sensibilità. Ciao Mario amico mio grazie di tutto, sarai sempre con noi!!!
Alessandro Filippi
IN MORTE DEL MAESTRO MARIO SPIGARIOL
socio del Circolo Artistico La Pallade Veliterna - direttore artistico del Gruppo Artistico La Mimosa
Dopo una malattia che aveva determinato il suo ritiro a vita privata, Mercoledì 9 Maggio nella sua abitazione a Cisterna di Latina all’età di 72 anni si è spento il maestro Mario Spigariol anima dell’arte pontina artista sensibile e raffinato. Era nato Biancade (TV) il 10 aprile 1946 da padre veneto e madre cisternese. Da giovane con la famiglia si trasferisce a Cisterna dove dopo le scuole medie sotto la guida di importanti maestri,inizia l’attività di ceramista completandola con dei corsi e studi sussidiari. E’stato responsabile artistico di una importante azienda ceramica di interesse internazionale. Il suo talento poi lo trasferisce nella pittura. Ha esposto in Italia e all’Estero ottenendo ovunque numerosi succcessi di critica e di pubblico. Socio del Circolo Artistico La Pallade Veliterna fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1985. Con il presidente Gualtieri ha partecipato a numerose edizioni del Premio di Pittura La Scaletta e del Premio Nazionale Pallade Veliterna vincendone anche un considerevole numero. Nel 1981 insieme con Patrizio Veronese ha fondato il gruppo artistico La Mimosa di Cisterna ed è stato responsabile artistico della galleria di Palazzo Caetani. Fin dal 2013 ha creduto nel progetto del Polo Espositivo Juana Romani lasciando in esposizione permanente sei sue opere che adesso in suo ricordo sono esposte insieme con quell’amico Patrizio nell’androne principale della struttura. E’ stato il promotore di numerosi gemellaggi artistici con gruppi nazionali e internazionali, ricordiamo quello con la Società delle Belle Arti di Verona che grazie al suo apporto e di quello di Patrizio Veronese oggi è uno dei gruppi che espone in permanenza a Velletri. La sua è stata una carriera artistica densa di soddisfazioni e di riconoscimenti l’ultimo il Premio Cisterna. Ci mancherà Mario,mancheranno i suoi consigli e i suoi imput sempre per una crescita migliore. Era un innamorato dell’arte e del colore i vuoi volti e i suoi fiori sono oggi il più bel ricordo della sua sensibilità. Ciao Mario amico mio grazie di tutto, sarai sempre con noi!!!
Alessandro Filippi
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