SOTTO IL PATROCINIO
DELL' ACCADEMIA DEL CINEMA ITALIANO
PREMI DAVID DI DONATELLO
NOTTI D’ARTE – NOTTI DI STELLE – NOTTI DI CINEMA
Rassegna “Luigi Magni sceneggiatore – regista – autore”
OMAGGIO AL GRANDE MAESTRO ROMANO E A SUA MOGLIE LUCIA MIRISOLA
premiati con cinque David di Donatello
a cura del Circolo Artistico La Pallade Veliterna con l’Associazione Luigi e Lucia Magni
PROGRAMMA
dal 25 Maggio al 6 ottobre 2018
24 Maggio 2018
Ore 19.30 presentazione della rassegna con un ricordo di Gigi Magni con la voce di Francesca Trenta
25 Maggio 2018
Ore 20.30 visita guidata alla mostra delle statue di scena dei film di Luigi Magni concesse in permanenza dalla famiglia De Angelis
Ore 21.00 ricordo di Gigi e Lucia Magni
Ore 21.30 proiezione di “Tempo di Villeggiatura”1956 regia di Antonio Racioppi primo soggetto di Luigi Magni scritto con Willy Antuono – Antonio Racioppi – Luigi Zampa – sceneggiatura di Age&Scarpelli interpreti Vittorio De Sica – Giovanna Ralli – Maurizio Arena – Nino Manfredi
26 Maggio 2018
Ore 21.00 ingresso del pubblico
Ore 21.30 proiezione di “ Faustina” (1968) soggetto e sceneggiatura Luigi Magni; fotografia Roberto Gherardi, montaggio Anna Popoli scenografia e costumi Lucia Mirisola musiche Armando Trovajoli interpreti Enzo Cerusico – Vonetta Mcgee Renzo Montagnani
1 Giugno 2018
Ore 21.00 ingresso del pubblico
Ore 21.30 La Cambiale regia di Camillo Mastrocinque (1959) sceneggiatura Vittorio Metz , Giulio Scarnici, Renzo Tarabusi, Federico Zardi, Roberto Gianvitti, Luigi Magni; Interpreti Vittorio Gassaman Sylva Koscina, Erminio Macario, Ugo Tognazzi, Totò
2 Giugno 2018
Ore 21.00 introduzione storica al film
Ore 21.30 proiezione de “Nell’Anno del Signore” Regia di Luigi Magni (1969) ancora tra le cento pellicole italiane campioni d’incasso premiato con un David di Donatello a Nino Manfredi migliore attore protagonista. Soggetto e Sceneggiatura Luigi Magni, montaggio Ruggero Mastroianni; scenografia Carlo Egidi, costumi Lucia Mirisola musiche Armando Trovajoli. Interpreti Nino Manfredi – Claudia Cardinale – Enrico Maria Salerno – Robert Houssein –Renaud Verly – Alberto Sordi – Ugo Tognazzi.
8 Giugno 2018
ore 21.30 Il Corazziere regia di Camillo Mastrocinque (1960) sceneggiatura Alessandro Continenza, Dino Verde, Luigi Magni, Manlio Scarpelli. Interpreti Renato Rascel Tino Buazzelli, Claudia Mori
9 Giugno 2018
Ore 21.00 introduzione storica al film attraverso la proiezione di un intervista allo stesso regista e a sua moglie Lucia Mirisola
Ore 21.30 proiezione di Scipione detto anche l’Africano (1970) Regia di Luigi Magni sceneggiatura e soggetto Luigi Magni montaggio Ruggero Mastroianni, scenografa e costumista Lucia Mirisola musiche Severino Gazzelloni. Interpreti Marcello e Ruggero Mastroianni – Vittorio Gassman – Silvana Mangano
15 Giugno 2018
Ore 21.30 Gli attendenti regia di Giorgio Bianchi (1961) sceneggiatura Luigi Magni e Stefano Strucchi interpreti Gino Cervi Vittorio De Sica, Dorian Gray, Renato Rascel
16 Giugno 2018
Ore 21.00 introduzione storica al film
Ore 21.30 La Tosca (1973) Regia di Luigi Magni soggetto e sceneggiatura Luigi Magni, musiche Armando Trovajoli scenografia e costumi Lucia Mirisola. Interpreti Aldo Fabrizi – Vittorio Gassman – Gigi Proietti – Monica Vitti.
22 Giugno 2018
Ore 21.30 Il mio amico Benito (1963) regia di Giorgio Bianchi sceneggiatura di Oreste Biancoli – Luigi Magni – Stefano Strucchi; interpreti Riccardo Billi, Mario Carotenuto, Peppino De Filippo , Luigi De Filippo
23 Giugno 2018
0re 21.30 La Via dei Babbuini (1974) soggetto e sceneggiatura Luigi Magni – regia di Luigi Magni, scenografia e costumi di Lucia Mirisola- musiche Armando Trovajoli. Interpreti Catherine Spaak - Pippo Franco
28 Giugno 2018
Ore 21.30 Un Tentativo sentimentale Regia di Pasquale Festa Campanile (1963) Sceneggiatura Elio Bartolini, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa Luigi Magni. Interpreti Francoise Prèvost . Jean Marc
29 Giugno 2018
Signore e Signori Buonanotte (1977) episodio Il Santo Soglio regia di Luigi Magni soggetto e sceneggiatura di Luigi Magni scenografia e costumi Lucia Mirisola. Interpreti Nino Manfredi – Mario Scaccia
6 Luglio 2018
Ore 21.30 In Italia si chiama amore (1963) regia di Virgilio Sabel sceneggiatura di Pasquale Festa Campanile Massimo Franciosa Luigi Magni, Virgilio Sabel, Jolanda Benvenuto
7 Luglio 2018
Ore 21.30 Basta che non si sappia in giro episodio Il Superiore (1976) regia di Luigi Magni interpreti Nino Manfredi e Lino Banfi
13 Luglio 2018
Ore 21.30 Le Voci Bianche (1964) regia di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa. Soggetto e Sceneggiatura di Luigi Magni Pasquale Festa Campanile Massimo Franciosa interpreti Luigi Magni – Paolo Ferrari – Sandra Milo
14 Luglio 2018
Ore 21.30 Quelle strane occasioni episodio Il Cavalluccio Svedese (1976) regia di Luigi Magni interprete Nino Manfredi
20 Luglio 2018
Ore 21.30 Tre Notti d’Amore (1964) Regia di Franco Rossi soggetto e sceneggiatura Massimo Franciosa e Luigi Magni interpreti Catherine Spaak Enrico Maria Salerno Diletta D’Andrea
21 Luglio 2018
Ore 21.30 In nome del Papa Re premiato con tre david di donatello – quattro nastri d’argento e una grolla d’oro. Soggetto e sceneggiatura di Luigi Magni Regia di Luigi Magni interpreti Nino Manfredi – Carlo Bagno – Salvo Randone – Carmen Scarpitta
27 Luglio 2018
Ore 21.30 Le Bambole (1964) regia di Franco Rossi soggetto e sceneggiatura di Luigi Magni – Rodolfo Sonego. Interpreti Monica Vitti – Orazio Orlando
28 Luglio 2018
Ore 21.30 Arrivano i Bersaglieri (1980) soggetto e sceneggiatura di Luigi Magni Regia di Luigi Magni scenografia e costumi di Lucia Mirisola interpreti Pippo Franco – Ugo Tognazzi – Giovanna Ralli
3 Agosto 2018
Ore 21.30 State Buoni se potete (1983) candidatura al David di Donatello per i costumi di Lucia Mirisola. Soggetto e sceneggiatura di Luigi Magni – Regia di Luigi Magni. Scenografia e costumi di Lucia Mirisola. Interpreti Jonny Dorelli – Angelo Branduardi
4 Agosto 2018
Ore 21.30 0 Re (1988) premiato con un David di Donatello miglior film Nastro d’Argento migliori costumi a Lucia Mirisola Globo d’oro miglior attore a Giancarlo Giannini Nastro d’Argento miglior attore non protagonista Carlo Croccolo. Soggetto e Sceneggiatura Luigi Magni – Regia Luigi Magni – Scenografia e costumi Lucia Mirisola. Interpreti Giancarlo Giannini Ornella Muti Carlo Croccolo
10 Agosto 2018
Ore 21.30 Celestina PR (1965) regia di Carlo Lizzani sceneggiatura Massimo Franciosa, Carlo Lizzani, Luigi Magni
11 Agosto 2018
0re 21.30 In nome del Popolo Sovrano (1990) premiato con il David di Donatello Migliori costumi a Lucia Mirisola. Soggetto e Sceneggiatura Luigi Magni Regia Luigi Magni musiche Nicola Piovani, scenografia e costumi Lucia Mirisola. Interpreti Alberto Sordi – Elena Sofia Ricci – Massimo Wertmuller
17 Agosto 2018
Ore 21.30 Madamigella di Maupin (1965) regia di Mauro Bolognini sceneggiatura Luigi Magni interpreti Robert Hossin Ottavia Piccolo Catherine Spaack
18 Agosto 2018
Ore 21.30 Nemici d’ Infanzia (1995) premiato con il David di Donatello migliore sceneggiatura. Regia di Luigi Magni soggetto e sceneggiatura Luigi Magni scenografia e costumi Lucia Mirisola
24 Agosto 2018
0re 21.30 La Madragola (1965) Regia di Alberto Lattuada sceneggiatura Alberto Lattuada Luigi Magni dall’opera omonima di Macchiavelli. Interpreti Rosanna Schiaffino Totò.
25 Agosto 2018
Ore 21.30 La Carbonara (2000) soggetto e sceneggiatura Luigi Magni Regia Luigi Magni scenografia e costumi Lucia Mirisola interpreti Lucrezia Lante della Rovere – Pierfrancesco Favino – Claudio Amendola – Nino Manfredi (ultimo film per il Cinema di Magni)
7 Settembre 2018
Ore 21.30 La Ragazza con la pistola (1968) Regia di Mario Monicelli sceneggiatura di Luigi Magni e Rodolfo Sonego interpreti Monica Vitti – Carlo Giuffrè
8 Settembre 2018
0re 21.30 Secondo Ponzio Pilato (1987) soggetto e sceneggiatura Luigi Magni Regia di Luigi Magni. Scenografia e costumi Lucia Mirisola interpreti Nino Manfredi – Stefania Sandrelli – Lando Buzzanca
14 Settembre 2018
Ore 21.30 Per Grazia Ricevuta (1971) regia di Nino Manfredi sceneggiatura Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luigi Magni Interpreti Nino Manfredi Mariangela Melato
15 Settembre 2018
0re 21.30 La Notte di Pasquino (2003) soggetto e sceneggiatura Luigi Magni Regia Luigi Magni scenografia e costumi Lucia Mirisola. Interpreti Nino Manfredi Fiorenzo Fiorentini
21 Settembre 2018
0re 21.30 Il Generale (1987) soggetto e sceneggiatura di Luigi Magni Regia di Luigi Magni scenografia e costumi Lucia Mirisola interpreti Franco Nero Kim Rossi Stuart
22 Settembre 2018
Ore 21.30 I 7 Re di Roma commedia musicale di Luigi Magni (1989) protagonista Gigi Proietti
28 Settembre 2018
Ore 21.30 Gaetanaccio (1978) commedia musicale di Luigi Magni protagonista Luigi Magni
29 Settembre 2018
Ore 21.30 Rugantino (1962) commedia musicale di Massimo Franciosa – Pasquale Festa Campanile – Garinei e Giovannini con la collaborazione artistica di Luigi Magni
5 Ottobre 2018
Ore 21.30 Ciao Rudy (1965) commedia musicale di Luigi Magni scene e costumi Giulio Coltellacci
6 Ottobre 2018
Ore 21.30 La Santa sulla scopa (1986) commedia musicale di Luigi Magni scene e costumi Lucia Mirisola
pagina ufficiale dell'associazione che dal 2013 ha ricevuto in uso la sede storica dell'Istituto d'arte Juana Romani in Via Luigi Novelli 3 atttaverso una regolare convenzione con la dirigente del Cesare Battisti di Velletri dr.ssa Stefania Ciarla
sabato 12 maggio 2018
martedì 8 maggio 2018
Notti d’arte – Notti di Stelle – Notti di cinema
CON IL PATROCINIO DEL PREMIO DAVID DI DONATELLO
NEL RICORDO DI GIGI E LUCIA MAGNI
Dal 25 Maggio al 6 ottobre 2018. Ogni venerdì e sabato sera presso il Polo Espositivo Juana Romani verranno proiettate con inizio alle ore 21.30 le opere del grande autore e regista romano. Si partirà con quelle di cui è stato sceneggiatore per arrivare alla Notte di Pasquino il suo ultimo lavoro uscito nel 2003. Una carriera durata quarant’anni che ha portato Gigi Magni e sua moglie Lucia Mirisola a vincere ben cinque David di Donatello. Per Gigi il primo nel 1978 come migliore sceneggiatura per In Nome del Papa Re, il secondo nel 1995 come migliore sceneggiatura con Carla Vistarini per Nemici d’Infanzia e il terzo nel 2008 alla carriera per festeggiare i suoi 80 anni e i 40 della sua attività da regista. Per Lucia Mirisola il primo nel 1989 miglior film per “O Re” e il secondo nel 1991 per i costumi de In nome del Popolo Sovrano e una candidatura nel 1983 per i costumi di State Buoni se potete. A dieci anni dal David speciale per Luigi Magni, abbiamo chiesto all’Accademia del Cinema Italiano – Premio David di Donatello di patrocinare l’iniziativa richiesta che è stata accolta dalla presidente la Dr.ssa De Tassis. Questo impreziosisce ancora di più il valore della rassegna che vuole presentare un percorso nella carriera prima di sceneggiatore e poi di regista di Luigi Magni e permettere ai tanti di apprezzare invece il lavoro di scenografa e costumista di Lucia Mirisola che oltre ai due David gli ha portato tre Nastri d’Argento premi esposti al Polo Espositivo Juana Romani grazie alla collaborazione del Circolo Artistico La Pallade Veliterna con l’Associazione Luigi e Lucia Magni ed in particolare con il suo presidente Avvocato Leila Benhar e il suo segretario Massimo Castellani. Questo patrocinio da una spinta e un grande valore ad un progetto nato dalla passione di chi scrive per il cinema di Magni che sta portando risultati inaspettati risvegliando se mai c’è ne fosse stato bisogno l’interesse su questo grande uomo che della cultura e della storia ha fatto la ragione della sua vita. Per la città di Velletri ed in particolare per il Circolo Artistico La Pallade Veliterna è motivo di orgoglio poter promuovere tra la cittadinanza di Velletri e del territorio dei castelli romani la conoscenza dell’opera di Magni risvegliando così un senso di appartenenza attraverso quei momenti storici che abbiamo vissuto di riflesso anche noi. Velletri e il territorio stando sulla Via Appia erano gli ultimi centri abitati prima della palude pontina e poi del Regno di Napoli. Per questo non smetteremo mai di ringraziare per prima la signora Mirisola che nello scorso Settembre ha approvato la prima parte di questo progetto legato all’esperienza di vignettista di suo marito e poi l’avvocato Leila Benhar e Massimo Castellani per aver accettato di proseguirlo con noi. Importante in questa seconda parte che porterà alla nascita della mostra permanente a Velletri la collaborazione della famiglia Magni. Ma cos’è il premio David di Donatello? Lo scopriamo attraverso uno scritto di Gianluigi Rondi che ne è stato presidente per lunghissimi anni e pubblicato sul sito istituzionale dell’Accademia del Cinema Italiano che tutt’ora lo organizza: “Ai tanti, nel cinema italiano e anche nel cinema straniero, che sono stati vicini al David in tutti questi anni farà probabilmente piacere conoscere la sua storia, da considerarsi iniziata quasi mezzo secolo fa, nel 1950, quando a Roma venne fondato l'Open Gate Club. Il suo simbolo era una porta che si apriva: per accogliere i tempi nuovi e tutti quelli, soprattutto stranieri, che, chiusa la parentesi buia della guerra, tornavano a darsi Roma come meta privilegiata, soprattutto dal punto di vista culturale. In questa ottica, nell'ambito dell'Open Gate, sorgeva nel 1953 il Comitato per l'Arte e la Cultura, affiancato, nel 1954, dal Circolo Internazionale del Cinema dato il rilievo sempre maggiore che in quei primi anni Cinquanta veniva appunto assumendo il cinema. Un rilievo tale che l'anno dopo, nel 1955, il Circolo del Cinema, assunta la nuova denominazione di Club Internazionale del Cinema, istituiva con l'Open Gate, anche con la mia partecipazione e sotto la guida illuminata di Italo Gemini, presidente dell'Agis, i Premi David di Donatello, destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera: con gli stessi criteri dei Premi Oscar a Hollywood ma dandosi come riferimento la ben più prestigiosa statua del David scolpita a Firenze da Donatello, riprodotta in oro da Bulgari. Con quei criteri, l'anno dopo, venivano assegnati per la prima volta i Premi David: a Roma, al cinema Fiamma, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per spostarli già nel 1957 a Taormina, nel Teatro Greco, d'intesa con l'Ente Provinciale per il Turismo di Messina. Nel 1958 l'Agis e l'Anica ne diventavano, con atto notarile, gli Enti Promotori e decidevano di associare l'Ente David, per le sue premiazioni a Taormina, alla Rassegna Internazionale Cinematografica di Messina, rendendolo, nel 1963, autonomo dall'Open Gate da cui aveva preso le mosse. Alla presidenza, fino al 1977, si alternarono prima Italo Gemini, come presidente dell'Agis, poi Eitel Monaco, come presidente dell'Anica, coadiuvati per anni con generosa intelligenza dalla Segretaria Generale Elena Valenzano. Si alternarono anche le sedi delle premiazioni, dopo Taormina - prima con la Rassegna poi con il Festival delle Nazioni -, due volte a Firenze, quindi, dal 1981 a Roma, in stretta collaborazione con il Comune. Mentre via via, ai David destinati alle tradizionali categorie cinematografiche, se ne aggiungevano altri: l'Europeo (dal 1973 al 1983) d'intesa con la Comunità Europea, per il cinema che rispecchiava i più tipici valori europei; il Visconti (dal 1976 al 1995) per ricordare Luchino Visconti e onorare gli autori più significativi del cinema mondiale; il René Clair (dal 1982 al 1987) per dare rilievo, anche con un festival competitivo a Roma, ai film dei più seri registi europei; il Cristaldi (nel 1993 e nel 1994) per carriere di prestigio. Il 18 luglio del 2007 il David, per analogia con tutte le altre Accademie cinematografiche in Europa e nel mondo, è diventato Accademia del Cinema Italiano con delibera del Consiglio Direttivo. Nella stessa data sono stati inseriti nello Statuto i Premi Vittorio De Sica per il Cinema e le altre arti istituiti nel 1975.” Il polo espositivo Juana Romani con queste iniziative sta crescendo notevolmente di recente è stato anche oggetto di attenzione dei portali Rai arte e Rai scuola dove si trova pubblicato un video e un articolo che stà riscuotendo notevole successo sembra che abbia già superato le 1000 visualizzazioni. A conclusione di questa nota stampa mi corre l’obbligo ringraziare chi ha creduto fin dal principio in tutto il progetto che ha fatto nascere il Polo Espositivo il Dr. Eugenio Dibennardo, l’Architetto Roberta Ciocchetti, gli amici Paolo Pace – Stefano Ortolani – Paolo Santapace – Daniele Pietrella – Adele Bianco – Daria Colasanti – Guido Giani. Un grazie lo debbo alle mie amiche e consigliere comunali Sabina Ponzo e Romina Trenta che hanno sempre combattuto e difeso la struttura e il progetto agli assessori Orlando Pocci – Marcello Pontecorvi e Luca Masi ed in particolare al sindaco di Velletri Fausto Servadio. Nel 2013 quando tutto è iniziato non pensavamo proprio di arrivare a tanto.
Alessandro Filippi
CON IL PATROCINIO DEL PREMIO DAVID DI DONATELLO
NEL RICORDO DI GIGI E LUCIA MAGNI
Dal 25 Maggio al 6 ottobre 2018. Ogni venerdì e sabato sera presso il Polo Espositivo Juana Romani verranno proiettate con inizio alle ore 21.30 le opere del grande autore e regista romano. Si partirà con quelle di cui è stato sceneggiatore per arrivare alla Notte di Pasquino il suo ultimo lavoro uscito nel 2003. Una carriera durata quarant’anni che ha portato Gigi Magni e sua moglie Lucia Mirisola a vincere ben cinque David di Donatello. Per Gigi il primo nel 1978 come migliore sceneggiatura per In Nome del Papa Re, il secondo nel 1995 come migliore sceneggiatura con Carla Vistarini per Nemici d’Infanzia e il terzo nel 2008 alla carriera per festeggiare i suoi 80 anni e i 40 della sua attività da regista. Per Lucia Mirisola il primo nel 1989 miglior film per “O Re” e il secondo nel 1991 per i costumi de In nome del Popolo Sovrano e una candidatura nel 1983 per i costumi di State Buoni se potete. A dieci anni dal David speciale per Luigi Magni, abbiamo chiesto all’Accademia del Cinema Italiano – Premio David di Donatello di patrocinare l’iniziativa richiesta che è stata accolta dalla presidente la Dr.ssa De Tassis. Questo impreziosisce ancora di più il valore della rassegna che vuole presentare un percorso nella carriera prima di sceneggiatore e poi di regista di Luigi Magni e permettere ai tanti di apprezzare invece il lavoro di scenografa e costumista di Lucia Mirisola che oltre ai due David gli ha portato tre Nastri d’Argento premi esposti al Polo Espositivo Juana Romani grazie alla collaborazione del Circolo Artistico La Pallade Veliterna con l’Associazione Luigi e Lucia Magni ed in particolare con il suo presidente Avvocato Leila Benhar e il suo segretario Massimo Castellani. Questo patrocinio da una spinta e un grande valore ad un progetto nato dalla passione di chi scrive per il cinema di Magni che sta portando risultati inaspettati risvegliando se mai c’è ne fosse stato bisogno l’interesse su questo grande uomo che della cultura e della storia ha fatto la ragione della sua vita. Per la città di Velletri ed in particolare per il Circolo Artistico La Pallade Veliterna è motivo di orgoglio poter promuovere tra la cittadinanza di Velletri e del territorio dei castelli romani la conoscenza dell’opera di Magni risvegliando così un senso di appartenenza attraverso quei momenti storici che abbiamo vissuto di riflesso anche noi. Velletri e il territorio stando sulla Via Appia erano gli ultimi centri abitati prima della palude pontina e poi del Regno di Napoli. Per questo non smetteremo mai di ringraziare per prima la signora Mirisola che nello scorso Settembre ha approvato la prima parte di questo progetto legato all’esperienza di vignettista di suo marito e poi l’avvocato Leila Benhar e Massimo Castellani per aver accettato di proseguirlo con noi. Importante in questa seconda parte che porterà alla nascita della mostra permanente a Velletri la collaborazione della famiglia Magni. Ma cos’è il premio David di Donatello? Lo scopriamo attraverso uno scritto di Gianluigi Rondi che ne è stato presidente per lunghissimi anni e pubblicato sul sito istituzionale dell’Accademia del Cinema Italiano che tutt’ora lo organizza: “Ai tanti, nel cinema italiano e anche nel cinema straniero, che sono stati vicini al David in tutti questi anni farà probabilmente piacere conoscere la sua storia, da considerarsi iniziata quasi mezzo secolo fa, nel 1950, quando a Roma venne fondato l'Open Gate Club. Il suo simbolo era una porta che si apriva: per accogliere i tempi nuovi e tutti quelli, soprattutto stranieri, che, chiusa la parentesi buia della guerra, tornavano a darsi Roma come meta privilegiata, soprattutto dal punto di vista culturale. In questa ottica, nell'ambito dell'Open Gate, sorgeva nel 1953 il Comitato per l'Arte e la Cultura, affiancato, nel 1954, dal Circolo Internazionale del Cinema dato il rilievo sempre maggiore che in quei primi anni Cinquanta veniva appunto assumendo il cinema. Un rilievo tale che l'anno dopo, nel 1955, il Circolo del Cinema, assunta la nuova denominazione di Club Internazionale del Cinema, istituiva con l'Open Gate, anche con la mia partecipazione e sotto la guida illuminata di Italo Gemini, presidente dell'Agis, i Premi David di Donatello, destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera: con gli stessi criteri dei Premi Oscar a Hollywood ma dandosi come riferimento la ben più prestigiosa statua del David scolpita a Firenze da Donatello, riprodotta in oro da Bulgari. Con quei criteri, l'anno dopo, venivano assegnati per la prima volta i Premi David: a Roma, al cinema Fiamma, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per spostarli già nel 1957 a Taormina, nel Teatro Greco, d'intesa con l'Ente Provinciale per il Turismo di Messina. Nel 1958 l'Agis e l'Anica ne diventavano, con atto notarile, gli Enti Promotori e decidevano di associare l'Ente David, per le sue premiazioni a Taormina, alla Rassegna Internazionale Cinematografica di Messina, rendendolo, nel 1963, autonomo dall'Open Gate da cui aveva preso le mosse. Alla presidenza, fino al 1977, si alternarono prima Italo Gemini, come presidente dell'Agis, poi Eitel Monaco, come presidente dell'Anica, coadiuvati per anni con generosa intelligenza dalla Segretaria Generale Elena Valenzano. Si alternarono anche le sedi delle premiazioni, dopo Taormina - prima con la Rassegna poi con il Festival delle Nazioni -, due volte a Firenze, quindi, dal 1981 a Roma, in stretta collaborazione con il Comune. Mentre via via, ai David destinati alle tradizionali categorie cinematografiche, se ne aggiungevano altri: l'Europeo (dal 1973 al 1983) d'intesa con la Comunità Europea, per il cinema che rispecchiava i più tipici valori europei; il Visconti (dal 1976 al 1995) per ricordare Luchino Visconti e onorare gli autori più significativi del cinema mondiale; il René Clair (dal 1982 al 1987) per dare rilievo, anche con un festival competitivo a Roma, ai film dei più seri registi europei; il Cristaldi (nel 1993 e nel 1994) per carriere di prestigio. Il 18 luglio del 2007 il David, per analogia con tutte le altre Accademie cinematografiche in Europa e nel mondo, è diventato Accademia del Cinema Italiano con delibera del Consiglio Direttivo. Nella stessa data sono stati inseriti nello Statuto i Premi Vittorio De Sica per il Cinema e le altre arti istituiti nel 1975.” Il polo espositivo Juana Romani con queste iniziative sta crescendo notevolmente di recente è stato anche oggetto di attenzione dei portali Rai arte e Rai scuola dove si trova pubblicato un video e un articolo che stà riscuotendo notevole successo sembra che abbia già superato le 1000 visualizzazioni. A conclusione di questa nota stampa mi corre l’obbligo ringraziare chi ha creduto fin dal principio in tutto il progetto che ha fatto nascere il Polo Espositivo il Dr. Eugenio Dibennardo, l’Architetto Roberta Ciocchetti, gli amici Paolo Pace – Stefano Ortolani – Paolo Santapace – Daniele Pietrella – Adele Bianco – Daria Colasanti – Guido Giani. Un grazie lo debbo alle mie amiche e consigliere comunali Sabina Ponzo e Romina Trenta che hanno sempre combattuto e difeso la struttura e il progetto agli assessori Orlando Pocci – Marcello Pontecorvi e Luca Masi ed in particolare al sindaco di Velletri Fausto Servadio. Nel 2013 quando tutto è iniziato non pensavamo proprio di arrivare a tanto.
Alessandro Filippi
venerdì 4 maggio 2018
sculture da Oscar al Polo Espositivo Juana Romani
LA FAMIGLIA DE ANGELIS IN ESPOSIZIONE PERMANENTE A VELLETRI IN RICORDO DI GIGI E LUCIA MAGNI
La Famiglia De Angelis, scultori per il cinema da tre generazioni in ricordo di Gigi e Lucia Magni ha lasciato in esposizione permanente presso il Polo Espositivo Juana Romani di Velletri quattro sculture di scena utilizzate per altrettante opere del grande autore – regista romano. Si tratta della statua di Pasquino usata per Nell’Anno del Signore. Le scene con al centro la celebre statua parlante romana furono girate a Piazza Capizucchi nel cuore del rione campitelli e non a Piazza Pasquino e quindi si rese necessaria una ricostruzione fedele curata dallo scenografo Carlo Egidi. Una testa romana femminile posta accanto al camino dello studio del pittore Cavaradossi interpretato da Gigi Proietti ne La Tosca, una delle due statue che sorreggevano il camino della stanza del Cardinale Colombo da Priverno ne In nome del Papa Re e la Madonna usata per la ricostruzione di una cona ne La Carbonara ultimo film per il grande schermo firmato da Magni. Questi importanti “pezzi” verranno inseriti nel percorso permanente in via di allestimento dedicato alla carriera dei Magni. Ma qual è la storia della famiglia De Angelis: Il laboratorio di Adriano De Angelis a prima vista sembrerebbe l’antro di un rigattiere, in realtà è un sacrario. Due enormi stanzoni zeppe di statue in vetroresina, suppellettili, lampadari, oggetti che fanno la storia del cinema. Molti di loro realizzati su commissione e poi riciclati. «Siamo una famiglia di scultori. Mio nonno Angelo avviò la professione nel 1919 in via Angelo Emo a Prati. Poi mio padre Renato ha proseguito e siccome a Prati nun ce se entrava più è venuto qua a Cinecittà. Era il 42 e all’epoca questo tipo di lavoro andava di moda». L’investitura di Adriano merita di essere ricordata: «Nel ’76 papà mi dice: Ho deciso che da domani tocca a te. Lui s’è ritirato e io so’ subentrato. Tra un po’ farò così pure con i miei figli. Sono nato nel 1937 come Cinecittà ma io so’ di novembre e sono più giovane di sei mesi». Di attori, registi e quant’altro ne ha visti passare a bizzeffe nel suo studio dove ci sono anche opere acquistate oppure ricevute in regalo. «Siamo diventati anche collezionisti. Ho pure una copia del Poseidone donata dalla regina Federica di Grecia». Sacro e profano convivono allegramente. Davanti alla porta d’ingresso una deliziosa ballerina decò sembra sfiorare una Madonna con Bambino di michelangiolesca memoria. «La Madonna è stata usata recentemente in "Monuments Men" con George Clooney. La ballerina invece fu fatta per "Salon Kitty" di Tinto Brass. Stava in una casa di tolleranza. Per me la Madonna combatte la ballerina scandalosa». Poco più là un’altra madonnella da edicola a mezzo busto con il manto azzurro. «Quella lì era in una delle scene finali de "La Carbonara" di Luigi Magni» spiega Adriano commosso. «Gigi era amico mio, aveva un grande amore per Roma e per questo posto» dice il Maestro accarezzando una testa calva con gli occhi che sembrano truccati con il kajal. «Se la ricorda? Cleopatra, alias Elizabeth Taylor, le dipingeva gli occhi» A proposito l’ha vista la Liz? «Macché, io stavo sempre là vicino al set ma la diva aveva probito di far avvicinare chicchessia». L’entrata di Cleopatra a Roma è stata girata lì vicino. «L’ha fatte mio padre le due grosse statue di guerrieri al centro della spina». Dove sono ora? «Be’ so state distrutte dopo il film. Nun se potevano trasportà». Restano invece tante statue di dinità egizie sfruttate in tutte le salse. E che c’è rimasto di Ben Hur? «Statue romane, bassorilievi. Ce n’è uno qua fuori. Sta dietro a quello di "Quo vadis"». Velletri adesso può vantare di avere delle sculture che hanno fatto la storia ed essere fiera che una pagina di storia del cinema di straordinaria importanza quella delle maestranze sia fruibile all’intera comunità cittadina, grazie ad un lungo lavoro di cucitura di rapporti e relazioni portato avanti dal Circolo Artistico La Pallade Veliterna che ha portato a questi risultati facendo crescere notevolmente il livello dell’offerta culturale della città.
Alessandro Filippi
LA FAMIGLIA DE ANGELIS IN ESPOSIZIONE PERMANENTE A VELLETRI IN RICORDO DI GIGI E LUCIA MAGNI
La Famiglia De Angelis, scultori per il cinema da tre generazioni in ricordo di Gigi e Lucia Magni ha lasciato in esposizione permanente presso il Polo Espositivo Juana Romani di Velletri quattro sculture di scena utilizzate per altrettante opere del grande autore – regista romano. Si tratta della statua di Pasquino usata per Nell’Anno del Signore. Le scene con al centro la celebre statua parlante romana furono girate a Piazza Capizucchi nel cuore del rione campitelli e non a Piazza Pasquino e quindi si rese necessaria una ricostruzione fedele curata dallo scenografo Carlo Egidi. Una testa romana femminile posta accanto al camino dello studio del pittore Cavaradossi interpretato da Gigi Proietti ne La Tosca, una delle due statue che sorreggevano il camino della stanza del Cardinale Colombo da Priverno ne In nome del Papa Re e la Madonna usata per la ricostruzione di una cona ne La Carbonara ultimo film per il grande schermo firmato da Magni. Questi importanti “pezzi” verranno inseriti nel percorso permanente in via di allestimento dedicato alla carriera dei Magni. Ma qual è la storia della famiglia De Angelis: Il laboratorio di Adriano De Angelis a prima vista sembrerebbe l’antro di un rigattiere, in realtà è un sacrario. Due enormi stanzoni zeppe di statue in vetroresina, suppellettili, lampadari, oggetti che fanno la storia del cinema. Molti di loro realizzati su commissione e poi riciclati. «Siamo una famiglia di scultori. Mio nonno Angelo avviò la professione nel 1919 in via Angelo Emo a Prati. Poi mio padre Renato ha proseguito e siccome a Prati nun ce se entrava più è venuto qua a Cinecittà. Era il 42 e all’epoca questo tipo di lavoro andava di moda». L’investitura di Adriano merita di essere ricordata: «Nel ’76 papà mi dice: Ho deciso che da domani tocca a te. Lui s’è ritirato e io so’ subentrato. Tra un po’ farò così pure con i miei figli. Sono nato nel 1937 come Cinecittà ma io so’ di novembre e sono più giovane di sei mesi». Di attori, registi e quant’altro ne ha visti passare a bizzeffe nel suo studio dove ci sono anche opere acquistate oppure ricevute in regalo. «Siamo diventati anche collezionisti. Ho pure una copia del Poseidone donata dalla regina Federica di Grecia». Sacro e profano convivono allegramente. Davanti alla porta d’ingresso una deliziosa ballerina decò sembra sfiorare una Madonna con Bambino di michelangiolesca memoria. «La Madonna è stata usata recentemente in "Monuments Men" con George Clooney. La ballerina invece fu fatta per "Salon Kitty" di Tinto Brass. Stava in una casa di tolleranza. Per me la Madonna combatte la ballerina scandalosa». Poco più là un’altra madonnella da edicola a mezzo busto con il manto azzurro. «Quella lì era in una delle scene finali de "La Carbonara" di Luigi Magni» spiega Adriano commosso. «Gigi era amico mio, aveva un grande amore per Roma e per questo posto» dice il Maestro accarezzando una testa calva con gli occhi che sembrano truccati con il kajal. «Se la ricorda? Cleopatra, alias Elizabeth Taylor, le dipingeva gli occhi» A proposito l’ha vista la Liz? «Macché, io stavo sempre là vicino al set ma la diva aveva probito di far avvicinare chicchessia». L’entrata di Cleopatra a Roma è stata girata lì vicino. «L’ha fatte mio padre le due grosse statue di guerrieri al centro della spina». Dove sono ora? «Be’ so state distrutte dopo il film. Nun se potevano trasportà». Restano invece tante statue di dinità egizie sfruttate in tutte le salse. E che c’è rimasto di Ben Hur? «Statue romane, bassorilievi. Ce n’è uno qua fuori. Sta dietro a quello di "Quo vadis"». Velletri adesso può vantare di avere delle sculture che hanno fatto la storia ed essere fiera che una pagina di storia del cinema di straordinaria importanza quella delle maestranze sia fruibile all’intera comunità cittadina, grazie ad un lungo lavoro di cucitura di rapporti e relazioni portato avanti dal Circolo Artistico La Pallade Veliterna che ha portato a questi risultati facendo crescere notevolmente il livello dell’offerta culturale della città.
Alessandro Filippi
giovedì 3 maggio 2018
25 Maggio al 6 Ottobre nel quadro della rassegna Notti d’arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema giunta alla terza edizione una rassegna sulla carriera da sceneggiatore – regista e autore del maestro Luigi Magni posta sotto il patrocinio dell’Accademia del Cinema Italiano Ente Premio David di Donatello
CON IL PATROCINIO DEL PREMIO DAVID DI DONATELLO NEL RICORDO DI LUIGI MAGNI
continuano le iniziative in ricordo del grande maestro romano tre volte David di Donatello e di sua moglie Lucia Mirisola due volte David di Donatello in questo 2018 anno in cui avrebbero compiuto 90 anni essendo nati entrambi nel 1928.
Proseguono le iniziative curate dal Circolo Artistico La Pallade Veliterna in collaborazione con l’Associazione Luigi e Lucia Magni presieduta dall’Avvocato Leila Benhar di cui è segretario Massimo Castellani primo aiuto di Magni nel primo lavoro firmato da regista Faustina. Queste iniziative sono inquadrate in un progetto iniziato lo scorso Settembre in occasione del V Velletri Wine Festival “Nicola Ferri” con il tributo al maestro Gigi Magni attraverso quella che è stata la sua prima esperienza artistica il vignettista satirico. In questa occasione è stato istituito il PREMIO NAZIONALE LUIGI MAGNI per la grafica, in occasione della festa delle camelie sono partite le iniziative per ricordare il 90 compleanno del maestro e quello di sua moglie Lucia che sarebbero stati il 21 Marzo per Gigi e il 1 Settembre per Lucia. Un programma annuale che ha visto la mostra Gigi Magni filmografia di un regista con l’esposizione di alcuni costumi autentici dei film concessi dalla Tirelli Costumi e dalla Costume d’Arte Peruzzi e quelli dell’adattamento teatrale de Nell’Anno del Signore della compagnia epica di Roma nonché statue e oggetti di scena concessi dalla Cinears della famiglia De Angelis e dalla stessa Associazione Magni nonché da Mauro Magni e dall’attore Valerio Mastandrea. In questa occasione è stato intitolato al maestro un viale della Villa Ginnetti dove sono piantate cinque camelie una dedicata a Lucia Mirisola, una a Nino Manfredi, una a Carlo Bagno, una Vittorio Gassman e una ad Ugo Tognazzi rispettivamente interpreti di Colombo da Priverno in “In nome del Papa Re” Serafino il Perpetuo in “In nome del Papa Re” Catone il Censore in “Scipione detto anche l’Africano” e il Cardinale Rivarola in “Nell’Anno del Signore”. Ora dal 25 Maggio presso il Polo Espositivo Juana Romani prenderà il via nel quadro della rassegna Notti d’arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema una rassegna sull’intera filmografia di Magni compresa quella da sceneggiatore iniziativa posta sotto il patrocinio del Premio David di Donatello. Nel frattempo è partito il lavoro per la costituzione a Velletri di una mostra permanente dedicata alla carriera del regista e di sua moglie sostenuta da numerosi loro amici e collaboratori. L’iniziativa è mirata a presentare alle nuove generazioni il grande lavoro di questa coppia nella vita e sul set che ha sempre anteposto alla notorietà l’umanità e l’umiltà che li contraddistingueva. Per questo progetto avremo le testimonianze di affermanti costumisti come Maurizio Millenotti che ha iniziato la sua carriera come assistente della Mirisola. Un grazie per il sostegno in questa fatica va alla famiglia del maestro Magni sua sorella Fiorella i nipoti Umberto e Mauro, all’Associazione Luigi e Lucia Magni a Cristiana Possenti e in particolare agli amici Paolo Pace e Stefano Ortolani sempre disponibili ad essere in prima linea. Sono già iniziati i contatti con importanti realtà del settore per reperire i fondi necessari, un grande apporto a tutto il progetto è dell’Alpa Cinema di Paolo Santapace che ha curato l’allestimento della mostra appena conclusa e curerà la parte tecnica della rassegna.
CON IL PATROCINIO DEL PREMIO DAVID DI DONATELLO NEL RICORDO DI LUIGI MAGNI
continuano le iniziative in ricordo del grande maestro romano tre volte David di Donatello e di sua moglie Lucia Mirisola due volte David di Donatello in questo 2018 anno in cui avrebbero compiuto 90 anni essendo nati entrambi nel 1928.
Proseguono le iniziative curate dal Circolo Artistico La Pallade Veliterna in collaborazione con l’Associazione Luigi e Lucia Magni presieduta dall’Avvocato Leila Benhar di cui è segretario Massimo Castellani primo aiuto di Magni nel primo lavoro firmato da regista Faustina. Queste iniziative sono inquadrate in un progetto iniziato lo scorso Settembre in occasione del V Velletri Wine Festival “Nicola Ferri” con il tributo al maestro Gigi Magni attraverso quella che è stata la sua prima esperienza artistica il vignettista satirico. In questa occasione è stato istituito il PREMIO NAZIONALE LUIGI MAGNI per la grafica, in occasione della festa delle camelie sono partite le iniziative per ricordare il 90 compleanno del maestro e quello di sua moglie Lucia che sarebbero stati il 21 Marzo per Gigi e il 1 Settembre per Lucia. Un programma annuale che ha visto la mostra Gigi Magni filmografia di un regista con l’esposizione di alcuni costumi autentici dei film concessi dalla Tirelli Costumi e dalla Costume d’Arte Peruzzi e quelli dell’adattamento teatrale de Nell’Anno del Signore della compagnia epica di Roma nonché statue e oggetti di scena concessi dalla Cinears della famiglia De Angelis e dalla stessa Associazione Magni nonché da Mauro Magni e dall’attore Valerio Mastandrea. In questa occasione è stato intitolato al maestro un viale della Villa Ginnetti dove sono piantate cinque camelie una dedicata a Lucia Mirisola, una a Nino Manfredi, una a Carlo Bagno, una Vittorio Gassman e una ad Ugo Tognazzi rispettivamente interpreti di Colombo da Priverno in “In nome del Papa Re” Serafino il Perpetuo in “In nome del Papa Re” Catone il Censore in “Scipione detto anche l’Africano” e il Cardinale Rivarola in “Nell’Anno del Signore”. Ora dal 25 Maggio presso il Polo Espositivo Juana Romani prenderà il via nel quadro della rassegna Notti d’arte – Notti di Stelle – Notti di Cinema una rassegna sull’intera filmografia di Magni compresa quella da sceneggiatore iniziativa posta sotto il patrocinio del Premio David di Donatello. Nel frattempo è partito il lavoro per la costituzione a Velletri di una mostra permanente dedicata alla carriera del regista e di sua moglie sostenuta da numerosi loro amici e collaboratori. L’iniziativa è mirata a presentare alle nuove generazioni il grande lavoro di questa coppia nella vita e sul set che ha sempre anteposto alla notorietà l’umanità e l’umiltà che li contraddistingueva. Per questo progetto avremo le testimonianze di affermanti costumisti come Maurizio Millenotti che ha iniziato la sua carriera come assistente della Mirisola. Un grazie per il sostegno in questa fatica va alla famiglia del maestro Magni sua sorella Fiorella i nipoti Umberto e Mauro, all’Associazione Luigi e Lucia Magni a Cristiana Possenti e in particolare agli amici Paolo Pace e Stefano Ortolani sempre disponibili ad essere in prima linea. Sono già iniziati i contatti con importanti realtà del settore per reperire i fondi necessari, un grande apporto a tutto il progetto è dell’Alpa Cinema di Paolo Santapace che ha curato l’allestimento della mostra appena conclusa e curerà la parte tecnica della rassegna.
domenica 15 aprile 2018
Venerdi 13 aprile un interessante incontro al polo espositivo Juana Romani su In nome del popolo sovrano presenti Enrico Luciani del Comitato Amici del Gianicolo e Padre Filippo Lovison dei chierici regolari di S.Paolo detti i Barnabiti, Sabato 21 dopo la proiezione de Nell'Anno del Signore con Annalisa Gentilini e Rita Gatta parleremo di
LEONIDA MONTANARI medico condotto in Rocca di Papa
Dal secondo Venerdi di Maggio parte la terza edizione delle Notti d'arte - Notti di stelle che quest'anno vedra' protagonista la settima arte "il cinema" con una rassegna completa della produzione di Magni sia come sceneggiatore che regista integrata con i piu' bei lavori degli attori da lui diretti rassegna condotta in collaborazione con l"associazione culturale Clik!
Venerdi pomeriggio presso la Sala Marcello De Rossi del polo espositivo Juana Romani ha avuto luogo un interessante incontro sul film In nome del Popolo Sovrano scritto e diretto da Luigi Magni nel 1990 e premiato con il David di Donatello per i costumi. Enrico Luciani del Comitato Amici del Gianicolo ha illustrato i luoghi della Repubblica Romana e Padre Filippo Lovison gia' Generale dell'Ordine dei Barnabiti ha inquadrato la figura del Padre Ugo Bassi barnabita protagonista della Repubblica Romana. Fu lui a cercare di convincere Pio IX a rinunciare al potere temporale. Sabato 21 aprile in coincedenza non voluta con il Natale di Roma alle ore 17.00 verra' proiettato Nell'Anno del Signore a seguire un incontro con Annalisa Gentilini e Rita Gatta sulla figura di Leonida Montanari medico condotto in Rocca di Papa. Sara'un interessante occasione per scoprire la figura del medico carbonaro decapitato a Roma il giorno di San Clemente del 1825 insieme al compagno Angelo Targhini. Un interessante operazione culturale che sarabbe piaciuta a Magni che della storia aveva fatto una ragione di vita. Dal secondo Venerdi'di Maggio partono le notti d'arte notti di stelle che quest'anno vedranno protagonista la settima arte il cinema con una rassegna dedicata all'intera produzionMagni prima come sceneggiatore e poi come regista. Rassegna integrata con i piu'bei lavori degli attori che il maestro ha diretto. Un ulteriore omaggio a Magni e alla sua Roma la cui storia Velletri ha vissuto di riflesso. Sempre di piu' convinti della necessita' di riscoprire le radici e proporle alle nuove generazioni per permettere loro di riappropriarsi di un indentita' che altrimenti rischia di essere perduta soffocata dall'era di internet e dello smart phone.
Alessandro Filippi
LEONIDA MONTANARI medico condotto in Rocca di Papa
Dal secondo Venerdi di Maggio parte la terza edizione delle Notti d'arte - Notti di stelle che quest'anno vedra' protagonista la settima arte "il cinema" con una rassegna completa della produzione di Magni sia come sceneggiatore che regista integrata con i piu' bei lavori degli attori da lui diretti rassegna condotta in collaborazione con l"associazione culturale Clik!
Venerdi pomeriggio presso la Sala Marcello De Rossi del polo espositivo Juana Romani ha avuto luogo un interessante incontro sul film In nome del Popolo Sovrano scritto e diretto da Luigi Magni nel 1990 e premiato con il David di Donatello per i costumi. Enrico Luciani del Comitato Amici del Gianicolo ha illustrato i luoghi della Repubblica Romana e Padre Filippo Lovison gia' Generale dell'Ordine dei Barnabiti ha inquadrato la figura del Padre Ugo Bassi barnabita protagonista della Repubblica Romana. Fu lui a cercare di convincere Pio IX a rinunciare al potere temporale. Sabato 21 aprile in coincedenza non voluta con il Natale di Roma alle ore 17.00 verra' proiettato Nell'Anno del Signore a seguire un incontro con Annalisa Gentilini e Rita Gatta sulla figura di Leonida Montanari medico condotto in Rocca di Papa. Sara'un interessante occasione per scoprire la figura del medico carbonaro decapitato a Roma il giorno di San Clemente del 1825 insieme al compagno Angelo Targhini. Un interessante operazione culturale che sarabbe piaciuta a Magni che della storia aveva fatto una ragione di vita. Dal secondo Venerdi'di Maggio partono le notti d'arte notti di stelle che quest'anno vedranno protagonista la settima arte il cinema con una rassegna dedicata all'intera produzionMagni prima come sceneggiatore e poi come regista. Rassegna integrata con i piu'bei lavori degli attori che il maestro ha diretto. Un ulteriore omaggio a Magni e alla sua Roma la cui storia Velletri ha vissuto di riflesso. Sempre di piu' convinti della necessita' di riscoprire le radici e proporle alle nuove generazioni per permettere loro di riappropriarsi di un indentita' che altrimenti rischia di essere perduta soffocata dall'era di internet e dello smart phone.
Alessandro Filippi
domenica 1 aprile 2018
Prosegue il progetto del circolo artistico La Pallade Veliterna sulla valorizzazione e la divulgazione dell'opera di Luigi Magni mirato alla costituzione presso il Polo Espositivo Juana Romani di una mostra permanente sulla carriera del grande autore romano
ED ORA ALLA RICERCA DEGLI ABITI DI SCENA DISEGNATI DA LUCIA MIRISOLA PER LE OPERE DEL MARITO LUIGI MAGNI
Dopo l'intitolazione del Viale della Villa Ginnetti al maestro romano e la piantumazione di una camelia dedicata a sua moglie Lucia Mirisola via ad un'altra fase del progetto "Magni" che "La Pallade Veliterna" porta avanti dal mese di Settembre del 2017,quella della ricerca dei costumi disegnati da Lucia per la costituzione di una grande mostra permanente che possa rendere fruibile la grande carriera di una coppia di spettacolo senza dar spettacolo.
Dopo l'inaugurazione della mostra Gigi Magni filmografia di un regista parte un'altra fase del progetto "Magni" quella dedicata all'opera di sua moglie Lucia Mirisola attraverso la ricerca nei magazzini delle varie costumerie degli originali dei film per realizzare un catalogo fotografico e allestire una mostra permanente presso il Polo Espositivo Juana Romani. Operazione che verra'condotta in collaborazione con l'Associazione Clik di Paolo Pace. Lucia Mirisola Dopo aver iniziato la sua carriera nel 1955, nel 1960 fu assistente scenografa e costumista nel capolavoro La dolce vita di Federico Fellini.In quasi cinquant'anni di attività, ha curato le scenografie della maggior parte dei film del marito Luigi Magni, tra i quali La carbonara, Arrivano i bersaglieri e La Tosca, ricevendo il Nastro d'argento alla migliore scenografia per In nome del Papa Re e quello per i migliori costumi per 'o Re, quest'ultimo premiato per lo stesso motivo anche con il David di Donatello così come In nome del popolo sovrano.Nella mostra Gigi Magni filmografia di un regista sono esposti i primi sei abiti originali di cui quattro rintracciati nella collezione Costumi d’Arte Peruzzi e sono quelli indossati da Lucrezia Lante Della Rovere nella Carbonara, da Nino Manfredi ne La Notte di Pasquino, da Alberto Sordi ne In nome del popolo sovrano e Franco Nero ne il Generale. La Costumi d'Arte Peruzzi nacque con altra denominazione, nel 1815 circa, dall’iniziativa di Angelo Pignotti, vecchio soldato Napoleonico, che iniziò a Firenze una sua piccola attività di antiquariato minore.Fra le sue mercanzie aveva abiti della fine del seicento e ancor più del settecento che pur non essendo, oggetti di vero antiquariato, con il radicale mutare delle fogge del vestire, soprattutto dopo la Rivoluzione Francese, avevano assunto un interesse documentario di un’epoca vicina, ma distante dal nuovo modo di vivere. In seguito alle richieste di molti pittori, che si servivano di questi abiti autentici per i loro modelli per quadri di maniera, Pignotti decise di non limitarsi ad prestarli graziosamente ma di organizzare un’attività di noleggio vero e proprio.Alla metà del secolo, Egisto Peruzzi, che aveva sposato la figlia del Pignotti, ereditò l’attività e ne cambiò la ragione sociale in CASA D’ARTE – Firenze – non limitandosi al noleggio degli abiti autentici, ma cominciando a fabbricarne di nuovi, su richiesta e disegni di pittori e filodrammatiche. Anche i balli in maschera, molto in voga all’epoca, incrementarono tantissimo l’attività di confezione e noleggio. L’impresa si andò sempre più sviluppando con Ruggero, figlio di Egisto, anche lui fra l’altro, attore filodrammatico, che non si limitò a fornire i costumi alle compagnie filodrammatiche toscane, ma viaggiando per l’Italia, anche alle compagnie di prosa primarie. Il Figlio di Ruggero, Giuseppe, volse la sua attenzione al genere di spettacolo più grandioso dell’epoca: l’Opera Lirica.Siamo intorno al 1920 e si va formando in maniera sempre più accelerata, attraverso questi spettacoli, un cospicuo patrimonio di magazzino. Altri due vengono dalla Costumi Tirelli e sono quelli indossati da Carmen Scarpitta ne In nome del Papa Re e da Vittorio Gassman in Tosca. A Formello, nei pressi di Roma, sorge un edificio di cinquemila metri quadrati dove sono appesi, suddivisi per generi e per epoche, più di cinquemila abiti d’epoca autentici e oltre centosettantamila costumi, i primi raccolti dalla passione di collezionista di Umberto Tirelli e incrementati in seguito dalla perseveranza di Dino Trappetti, e i secondi prodotti dalla sartoria che lo stesso Tirelli fondò. Insieme alla collezione di schizzi, bozzetti, disegni preparatori, custodita dalla ditta, questo repertorio di cinque decenni di arte scenica al servizio di teatro, cinema, opera lirica, ha pochi uguali al mondo. Fedele ai principi che hanno ispirato il suo fondatore, la Ditta è cresciuta e non ha mai cessato di alimentare la fantasia di sommi creatori di costumi tra cui Lila de Nobili, Piero Tosi, Pier Luigi Pizzi, Gabriella Pescucci, Milena Canonero, Maurizio Millenotti, Ann Roth... fino ai loro emuli di oggi come Carlo Poggioli, Alessandro Lai e Massimo Cantini Parrini…sartoria Tirelli è nata nel 1964, ad essa si deve la realizzazione di costumi per film e spettacoli famosissimi, tra cui i costumi di quasi tutti i film di Luchino Visconti (disegnati da Piero Tosi). Ha collaborato alla realizzazione dei costumi di "Casanova" di Federico Fellini, costumista Danilo Donati il quale vinse l'Oscar per i migliori costumi nel 1973/74, di "Momenti di gloria" del regista Hugh Hudson, costumista Milena Canonero premio Oscar nel 1982, i costumi di "Amadeus" di Milos Forman, per il quale il disegnatore Teodor Pistek guadagnò un premio Oscar nel 1985, i costumi per "Cyrano de Bergerac" disegnati da Franca Squarciapino, premio Oscar 1991, "L'età dell'innocenza" che fruttò un Oscar alla costumista Gabriella Pescucci nel 1994 e “Marie Antoinette” che fece vincere il premio Oscar alla costumista Milena Canonero nel 2007 e numerose sono state le nomination e tanti altri i premi italiani e stranieri, assegnati a vari costumisti ai quali la sartoria Tirelli ha dato il suo contributo realizzativo. Dopo la scomparsa del suo fondatore Umberto Tirelli, continua attraverso i suoi amici-eredi la sua prestigiosa attività sotto la guida di Dino Trappetti.La Tirelli Costumi ha realizzato i costumi per "Il paziente inglese" premio Oscar per la costumista Ann Roth nel 1997, “La leggenda del pianista sull’oceano” David di Donatello per il costumista Maurizio Millenotti e dello stesso “Passion, la passione di Cristo” e “N – Io e Napoleone”, “Ritorno a Cold Mountain” disegnati da Ann Roth, “I Fratelli Grimm e l’incantevole Strega” di Gabriella Pescucci, “Il Mestiere delle Armi” costumi di Francesca Sartori. Nonché i costumi per “Nuovo Mondo” disegnati da Mariano Tufano, “Silk” costumi di Carlo Poggioli, “Primo Carnera” e “Barbarossa” costumi di Massimo Cantini Parrini, “I Viceré” e “The Wolfman” con i costumi di Milena Canonero.Inoltre ha collaborato per i film "Titanic" premio Oscar nel 1998 per la costumista Deborah Scott, "Elizabeth" costumista Alex Byrne, “Moulin Rouge” di Baz Luhrman, “La fabbrica di cioccolato” di Gabriella Pescucci, “The Duchess” costumi di Michael O’Connor premio Oscar nel 2009, “Robin Hood” costumi di Janty Yates e “Alice in Wonderland” costumi di Coleen Atwood.Di uguale importanza sono poi, i lavori teatrali realizzati da talenti emergenti come Massimo Gasparon e Stefano Poda.
Umberto Tirelli era un appassionato collezionista di abiti antichi, che inizialmente ricercava e acquistava a scopo di studio nelle soffitte delle famiglie aristocratiche e sulle bancarelle dei mercati delle pulci di mezzo mondo, Tirelli ha costruito pazientemente una imponente collezione che conta oggi più di 15.000 capi autentici ed è sicuramente una delle più importanti collezioni private del mondo nel campo dell'abbigliamento.Umberto Tirelli non si è limitato a collezionare abiti storici, ma ha sempre cercato di farli vivere, mettendoli a disposizione dei costumisti con cui collaborava e numerose sono le donazioni fatte ai più prestigiosi Musei del mondo (Metropolitan Museum di N.Y; Tokyo Institute of Costume; Kyoto Institute of Costume e Le musée des Arts décoratifs a Parigi). La Donazione più considerevole (circa 300 costumi) costituisce il nucleo fondamentale della Galleria del Costume del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. Con lo stesso proposito la Sartoria Tirelli ha organizzato e tutt’ora organizza mostre utilizzando sia i costumi autentici appartenenti alla propria collezione sia quelli realizzati per i film e per le opere teatrali di maggior successo, come la recente mostra “L’Atelier degli Oscar” organizzata a Gorizia nella cornice storica di Palazzo Attems Petzenstein che ha riscontrato un grande successo di pubblico.Umberto Tirelli apre la sua sartoria nel novembre 1964 con due macchine da cucire, cinque sarte, una modista, una segretaria e un autista-magazziniere.Dopo il primo spettacolo (una "Tosca" disegnata da Anna Anni e diretta da Mauro Bolognini per il Teatro dell'Opera di Roma), nel primo anno di attività la sartoria Tirelli realizza i costumi per tre grandi spettacoli di prosa: "Tre sorelle" e il "Il gioco delle parti" disegnati da Pier Luigi Pizzi per la regia di Giorgio De Lullo, e il "Giardino dei ciliegi" disegnati da Ferdinando Scarfiotti per la regia di Luchino Visconti.Da allora la sartoria Tirelli non ha fatto che crescere. La sua attività si è sviluppata principalmente in due direzioni diverse e complementari: quella tracciata dalla carriera di Pier Luigi Pizzi, e costellata di costumi concepiti per il teatro di prosa e d'opera, prevalentemente (ma non solo) all'insegna dell'invenzione e della fantasia; e quella tracciata dalla carriera di Piero Tosi, che si è dedicato di preferenza (ma non solo) al cinema, nella ricostruzione filologica.Il lavoro di Tosi ha poi influenzato in modo determinante quello di Gabriella Pescucci cresciuta professionalmente sotto la guida di Tosi e Tirelli e arrivata nel 1994 a vincere un Oscar per “L'età dell'innocenza", Maurizio Millenotti, anche l'apporto di Vera Marzot e Maurizio Monteverde è stato fondamentale per la costruzione del prestigio della sartoria.Numerosi sono i costumisti che sono cresciuti nella "Bottega Tirelli" e alcuni di loro hanno raggiunto prestigio internazionale, come Maurizio Millenotti (due nomination per l'Oscar e numerosi premi italiani), Giovanna Buzzi, Alberto Verso, Carlo Diappi, Carlo Poggioli, Flora Brancatella, Alberto Spiazzi, Silvia Aymonino, Alessandro Lai, Mariano Tufano e Massimo Cantini Parrini.E numerosi sono i costumisti stranieri che hanno frequentato e tutt’ora frequentano la Tirelli Costumi, come Hugo De Ana (regista e costumista dei suoi spettacoli), Sandy Powell, Claudie Gastine, Ann Roth, Penny Rose, Yvonne Sassinot de Nesle, Francoise Tournafond, Olga Berluti, Deborah Scott, Jean Philippe Abril, Janty Yates e tanti altri.
ALESSANDRO FILIPPI
ED ORA ALLA RICERCA DEGLI ABITI DI SCENA DISEGNATI DA LUCIA MIRISOLA PER LE OPERE DEL MARITO LUIGI MAGNI
Dopo l'intitolazione del Viale della Villa Ginnetti al maestro romano e la piantumazione di una camelia dedicata a sua moglie Lucia Mirisola via ad un'altra fase del progetto "Magni" che "La Pallade Veliterna" porta avanti dal mese di Settembre del 2017,quella della ricerca dei costumi disegnati da Lucia per la costituzione di una grande mostra permanente che possa rendere fruibile la grande carriera di una coppia di spettacolo senza dar spettacolo.
Dopo l'inaugurazione della mostra Gigi Magni filmografia di un regista parte un'altra fase del progetto "Magni" quella dedicata all'opera di sua moglie Lucia Mirisola attraverso la ricerca nei magazzini delle varie costumerie degli originali dei film per realizzare un catalogo fotografico e allestire una mostra permanente presso il Polo Espositivo Juana Romani. Operazione che verra'condotta in collaborazione con l'Associazione Clik di Paolo Pace. Lucia Mirisola Dopo aver iniziato la sua carriera nel 1955, nel 1960 fu assistente scenografa e costumista nel capolavoro La dolce vita di Federico Fellini.In quasi cinquant'anni di attività, ha curato le scenografie della maggior parte dei film del marito Luigi Magni, tra i quali La carbonara, Arrivano i bersaglieri e La Tosca, ricevendo il Nastro d'argento alla migliore scenografia per In nome del Papa Re e quello per i migliori costumi per 'o Re, quest'ultimo premiato per lo stesso motivo anche con il David di Donatello così come In nome del popolo sovrano.Nella mostra Gigi Magni filmografia di un regista sono esposti i primi sei abiti originali di cui quattro rintracciati nella collezione Costumi d’Arte Peruzzi e sono quelli indossati da Lucrezia Lante Della Rovere nella Carbonara, da Nino Manfredi ne La Notte di Pasquino, da Alberto Sordi ne In nome del popolo sovrano e Franco Nero ne il Generale. La Costumi d'Arte Peruzzi nacque con altra denominazione, nel 1815 circa, dall’iniziativa di Angelo Pignotti, vecchio soldato Napoleonico, che iniziò a Firenze una sua piccola attività di antiquariato minore.Fra le sue mercanzie aveva abiti della fine del seicento e ancor più del settecento che pur non essendo, oggetti di vero antiquariato, con il radicale mutare delle fogge del vestire, soprattutto dopo la Rivoluzione Francese, avevano assunto un interesse documentario di un’epoca vicina, ma distante dal nuovo modo di vivere. In seguito alle richieste di molti pittori, che si servivano di questi abiti autentici per i loro modelli per quadri di maniera, Pignotti decise di non limitarsi ad prestarli graziosamente ma di organizzare un’attività di noleggio vero e proprio.Alla metà del secolo, Egisto Peruzzi, che aveva sposato la figlia del Pignotti, ereditò l’attività e ne cambiò la ragione sociale in CASA D’ARTE – Firenze – non limitandosi al noleggio degli abiti autentici, ma cominciando a fabbricarne di nuovi, su richiesta e disegni di pittori e filodrammatiche. Anche i balli in maschera, molto in voga all’epoca, incrementarono tantissimo l’attività di confezione e noleggio. L’impresa si andò sempre più sviluppando con Ruggero, figlio di Egisto, anche lui fra l’altro, attore filodrammatico, che non si limitò a fornire i costumi alle compagnie filodrammatiche toscane, ma viaggiando per l’Italia, anche alle compagnie di prosa primarie. Il Figlio di Ruggero, Giuseppe, volse la sua attenzione al genere di spettacolo più grandioso dell’epoca: l’Opera Lirica.Siamo intorno al 1920 e si va formando in maniera sempre più accelerata, attraverso questi spettacoli, un cospicuo patrimonio di magazzino. Altri due vengono dalla Costumi Tirelli e sono quelli indossati da Carmen Scarpitta ne In nome del Papa Re e da Vittorio Gassman in Tosca. A Formello, nei pressi di Roma, sorge un edificio di cinquemila metri quadrati dove sono appesi, suddivisi per generi e per epoche, più di cinquemila abiti d’epoca autentici e oltre centosettantamila costumi, i primi raccolti dalla passione di collezionista di Umberto Tirelli e incrementati in seguito dalla perseveranza di Dino Trappetti, e i secondi prodotti dalla sartoria che lo stesso Tirelli fondò. Insieme alla collezione di schizzi, bozzetti, disegni preparatori, custodita dalla ditta, questo repertorio di cinque decenni di arte scenica al servizio di teatro, cinema, opera lirica, ha pochi uguali al mondo. Fedele ai principi che hanno ispirato il suo fondatore, la Ditta è cresciuta e non ha mai cessato di alimentare la fantasia di sommi creatori di costumi tra cui Lila de Nobili, Piero Tosi, Pier Luigi Pizzi, Gabriella Pescucci, Milena Canonero, Maurizio Millenotti, Ann Roth... fino ai loro emuli di oggi come Carlo Poggioli, Alessandro Lai e Massimo Cantini Parrini…sartoria Tirelli è nata nel 1964, ad essa si deve la realizzazione di costumi per film e spettacoli famosissimi, tra cui i costumi di quasi tutti i film di Luchino Visconti (disegnati da Piero Tosi). Ha collaborato alla realizzazione dei costumi di "Casanova" di Federico Fellini, costumista Danilo Donati il quale vinse l'Oscar per i migliori costumi nel 1973/74, di "Momenti di gloria" del regista Hugh Hudson, costumista Milena Canonero premio Oscar nel 1982, i costumi di "Amadeus" di Milos Forman, per il quale il disegnatore Teodor Pistek guadagnò un premio Oscar nel 1985, i costumi per "Cyrano de Bergerac" disegnati da Franca Squarciapino, premio Oscar 1991, "L'età dell'innocenza" che fruttò un Oscar alla costumista Gabriella Pescucci nel 1994 e “Marie Antoinette” che fece vincere il premio Oscar alla costumista Milena Canonero nel 2007 e numerose sono state le nomination e tanti altri i premi italiani e stranieri, assegnati a vari costumisti ai quali la sartoria Tirelli ha dato il suo contributo realizzativo. Dopo la scomparsa del suo fondatore Umberto Tirelli, continua attraverso i suoi amici-eredi la sua prestigiosa attività sotto la guida di Dino Trappetti.La Tirelli Costumi ha realizzato i costumi per "Il paziente inglese" premio Oscar per la costumista Ann Roth nel 1997, “La leggenda del pianista sull’oceano” David di Donatello per il costumista Maurizio Millenotti e dello stesso “Passion, la passione di Cristo” e “N – Io e Napoleone”, “Ritorno a Cold Mountain” disegnati da Ann Roth, “I Fratelli Grimm e l’incantevole Strega” di Gabriella Pescucci, “Il Mestiere delle Armi” costumi di Francesca Sartori. Nonché i costumi per “Nuovo Mondo” disegnati da Mariano Tufano, “Silk” costumi di Carlo Poggioli, “Primo Carnera” e “Barbarossa” costumi di Massimo Cantini Parrini, “I Viceré” e “The Wolfman” con i costumi di Milena Canonero.Inoltre ha collaborato per i film "Titanic" premio Oscar nel 1998 per la costumista Deborah Scott, "Elizabeth" costumista Alex Byrne, “Moulin Rouge” di Baz Luhrman, “La fabbrica di cioccolato” di Gabriella Pescucci, “The Duchess” costumi di Michael O’Connor premio Oscar nel 2009, “Robin Hood” costumi di Janty Yates e “Alice in Wonderland” costumi di Coleen Atwood.Di uguale importanza sono poi, i lavori teatrali realizzati da talenti emergenti come Massimo Gasparon e Stefano Poda.
Umberto Tirelli era un appassionato collezionista di abiti antichi, che inizialmente ricercava e acquistava a scopo di studio nelle soffitte delle famiglie aristocratiche e sulle bancarelle dei mercati delle pulci di mezzo mondo, Tirelli ha costruito pazientemente una imponente collezione che conta oggi più di 15.000 capi autentici ed è sicuramente una delle più importanti collezioni private del mondo nel campo dell'abbigliamento.Umberto Tirelli non si è limitato a collezionare abiti storici, ma ha sempre cercato di farli vivere, mettendoli a disposizione dei costumisti con cui collaborava e numerose sono le donazioni fatte ai più prestigiosi Musei del mondo (Metropolitan Museum di N.Y; Tokyo Institute of Costume; Kyoto Institute of Costume e Le musée des Arts décoratifs a Parigi). La Donazione più considerevole (circa 300 costumi) costituisce il nucleo fondamentale della Galleria del Costume del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. Con lo stesso proposito la Sartoria Tirelli ha organizzato e tutt’ora organizza mostre utilizzando sia i costumi autentici appartenenti alla propria collezione sia quelli realizzati per i film e per le opere teatrali di maggior successo, come la recente mostra “L’Atelier degli Oscar” organizzata a Gorizia nella cornice storica di Palazzo Attems Petzenstein che ha riscontrato un grande successo di pubblico.Umberto Tirelli apre la sua sartoria nel novembre 1964 con due macchine da cucire, cinque sarte, una modista, una segretaria e un autista-magazziniere.Dopo il primo spettacolo (una "Tosca" disegnata da Anna Anni e diretta da Mauro Bolognini per il Teatro dell'Opera di Roma), nel primo anno di attività la sartoria Tirelli realizza i costumi per tre grandi spettacoli di prosa: "Tre sorelle" e il "Il gioco delle parti" disegnati da Pier Luigi Pizzi per la regia di Giorgio De Lullo, e il "Giardino dei ciliegi" disegnati da Ferdinando Scarfiotti per la regia di Luchino Visconti.Da allora la sartoria Tirelli non ha fatto che crescere. La sua attività si è sviluppata principalmente in due direzioni diverse e complementari: quella tracciata dalla carriera di Pier Luigi Pizzi, e costellata di costumi concepiti per il teatro di prosa e d'opera, prevalentemente (ma non solo) all'insegna dell'invenzione e della fantasia; e quella tracciata dalla carriera di Piero Tosi, che si è dedicato di preferenza (ma non solo) al cinema, nella ricostruzione filologica.Il lavoro di Tosi ha poi influenzato in modo determinante quello di Gabriella Pescucci cresciuta professionalmente sotto la guida di Tosi e Tirelli e arrivata nel 1994 a vincere un Oscar per “L'età dell'innocenza", Maurizio Millenotti, anche l'apporto di Vera Marzot e Maurizio Monteverde è stato fondamentale per la costruzione del prestigio della sartoria.Numerosi sono i costumisti che sono cresciuti nella "Bottega Tirelli" e alcuni di loro hanno raggiunto prestigio internazionale, come Maurizio Millenotti (due nomination per l'Oscar e numerosi premi italiani), Giovanna Buzzi, Alberto Verso, Carlo Diappi, Carlo Poggioli, Flora Brancatella, Alberto Spiazzi, Silvia Aymonino, Alessandro Lai, Mariano Tufano e Massimo Cantini Parrini.E numerosi sono i costumisti stranieri che hanno frequentato e tutt’ora frequentano la Tirelli Costumi, come Hugo De Ana (regista e costumista dei suoi spettacoli), Sandy Powell, Claudie Gastine, Ann Roth, Penny Rose, Yvonne Sassinot de Nesle, Francoise Tournafond, Olga Berluti, Deborah Scott, Jean Philippe Abril, Janty Yates e tanti altri.
ALESSANDRO FILIPPI
lunedì 26 marzo 2018
Sabato 24 Marzo al parco della Villa Ginnetti a Velletri è stata segnata la storia
DOPO IL NO DI ROMA A VELLETRI VIALE LUIGI MAGNI E’UNA REALTA’
Intitolato alla presenza dei nipoti Umberto e Mauro, degli amici Leila Benhar presidente dell’Associazione Luigi e Lucia Magni, del segretario della stessa associazione Massimo Castellani e di tanti amici ed estimatori del maestro.
Sabato 24 Marzo, presso la Villa Ginnetti di Velletri è stata segnata la storia. Dopo il No di Roma la città di Velletri ha intitolato un Viale della Villa Ginnetti al maestro Luigi Magni, riconoscendo così per prima in Italia l’arte e la cultura del grande autore – regista romano scomparso nel 2013. Per arrivare a questo importante risultato’è stato un lavoro di squadra partito dal Circolo Artistico La Pallade Veliterna che ha proposto l’iniziativa condivisa immediatamente dagli Assessori Luca Masi – Marcello Pontecorvi e Orlando Pocci che insieme alle consigliere Romina Trenta e Sabina Ponzo hanno seguito tutto l’iter burocratico che ha portato allo scoprimento della targa. Ad introdurre la cerimonia è stato Alessandro Filippi presidente del Circolo Artistico La Pallade Veliterna che ha tracciato un profilo del maestro per passare poi la parola all’Assessore Pontecorvi per il saluto istituzionale a cui ha fatto seguito il ringraziamento dell’Avvocato Leila Benhar presidente dell’Associazione Luigi e Lucia Magni. Il momento dello scoprimento della targa è stato affidato ai nipoti Umberto e Mauro Magni. A chiudere la prima parte della manifestazione è stato il giovane veliterno Skany Martin che ha eseguito la celebre Nu je da retta Roma tratta dalla Tosca. Un velo di emozione era sul volto dei presenti tra questi Maura Dani all’epoca presidente del Centro Studi Veliterno che assegnò il Premio Eduardo alla carriera a Magni, l’Avvocato Renato Mammucari, Alessandra De Angelis curatrice con Marco Nocca e Gabriele Romani della mostra su Juana Romani che non ha potuto fare a meno di complimentarsi per l’iniziativa. A seguire al Polo Espositivo è stata inaugurata la mostra Gigi Magni filmografia di un regista che ripercorre la carriera del maestro romano. Fino al 25 Aprile sono esposti sei abiti di scena originali disegnati da Lucia Mirisola per i film Tosca – Il Generale – In nome del Papa Re – La Carbonara – In nome del Popolo Sovrano – La Notte di Pasquino. Al centro della sala in due teche i cinque david di donatello vinti da Gigi Magni e da sua moglie Lucia Mirisola alla quale è stata dedicata una camelia lungo il Viale dedicato al marito. Anche la mostra è stato un lavoro di squadra portato luci e allestimento sono a cura di Paolo Santapace, i costumi prestito della Costumi Tirelli, della Costumi Peruzzi, della Compagnia Teatrale Epica di Roma – le statue della CineArs De Angelis – la ghigliottina della Rancati di Roma. Ma di questo avremo tempo di parlarne. Il dirigente scolastico del Cesare Battisti Eugenio Di Bennardo ha lanciato durante il suo intervento il progetto di un indirizzo cinematografico a Velletri dedicato proprio a Magni.
Alessandro Filippi
DOPO IL NO DI ROMA A VELLETRI VIALE LUIGI MAGNI E’UNA REALTA’
Intitolato alla presenza dei nipoti Umberto e Mauro, degli amici Leila Benhar presidente dell’Associazione Luigi e Lucia Magni, del segretario della stessa associazione Massimo Castellani e di tanti amici ed estimatori del maestro.
Sabato 24 Marzo, presso la Villa Ginnetti di Velletri è stata segnata la storia. Dopo il No di Roma la città di Velletri ha intitolato un Viale della Villa Ginnetti al maestro Luigi Magni, riconoscendo così per prima in Italia l’arte e la cultura del grande autore – regista romano scomparso nel 2013. Per arrivare a questo importante risultato’è stato un lavoro di squadra partito dal Circolo Artistico La Pallade Veliterna che ha proposto l’iniziativa condivisa immediatamente dagli Assessori Luca Masi – Marcello Pontecorvi e Orlando Pocci che insieme alle consigliere Romina Trenta e Sabina Ponzo hanno seguito tutto l’iter burocratico che ha portato allo scoprimento della targa. Ad introdurre la cerimonia è stato Alessandro Filippi presidente del Circolo Artistico La Pallade Veliterna che ha tracciato un profilo del maestro per passare poi la parola all’Assessore Pontecorvi per il saluto istituzionale a cui ha fatto seguito il ringraziamento dell’Avvocato Leila Benhar presidente dell’Associazione Luigi e Lucia Magni. Il momento dello scoprimento della targa è stato affidato ai nipoti Umberto e Mauro Magni. A chiudere la prima parte della manifestazione è stato il giovane veliterno Skany Martin che ha eseguito la celebre Nu je da retta Roma tratta dalla Tosca. Un velo di emozione era sul volto dei presenti tra questi Maura Dani all’epoca presidente del Centro Studi Veliterno che assegnò il Premio Eduardo alla carriera a Magni, l’Avvocato Renato Mammucari, Alessandra De Angelis curatrice con Marco Nocca e Gabriele Romani della mostra su Juana Romani che non ha potuto fare a meno di complimentarsi per l’iniziativa. A seguire al Polo Espositivo è stata inaugurata la mostra Gigi Magni filmografia di un regista che ripercorre la carriera del maestro romano. Fino al 25 Aprile sono esposti sei abiti di scena originali disegnati da Lucia Mirisola per i film Tosca – Il Generale – In nome del Papa Re – La Carbonara – In nome del Popolo Sovrano – La Notte di Pasquino. Al centro della sala in due teche i cinque david di donatello vinti da Gigi Magni e da sua moglie Lucia Mirisola alla quale è stata dedicata una camelia lungo il Viale dedicato al marito. Anche la mostra è stato un lavoro di squadra portato luci e allestimento sono a cura di Paolo Santapace, i costumi prestito della Costumi Tirelli, della Costumi Peruzzi, della Compagnia Teatrale Epica di Roma – le statue della CineArs De Angelis – la ghigliottina della Rancati di Roma. Ma di questo avremo tempo di parlarne. Il dirigente scolastico del Cesare Battisti Eugenio Di Bennardo ha lanciato durante il suo intervento il progetto di un indirizzo cinematografico a Velletri dedicato proprio a Magni.
Alessandro Filippi
Iscriviti a:
Post (Atom)
IX VELLETRI WINE FESTIVAL "NICOLA FERRI" bando
VELLETRI WINE FESTIVAL " NICOLA FERRI " 2024 bando
L’edizione 2024 della rassegna, istituita nel 2013 da una idea di Alessandro Filippi, con l’allora assessore Orlando Pocci e sostenuta dall...
-
La famiglia Ciancia Perone L’inizio, si trova in Piemonte e precisamente in un piccolo paese, arroccato sulle montagne del Bielles...
-
L’edizione 2024 della rassegna, istituita nel 2013 da una idea di Alessandro Filippi, con l’allora assessore Orlando Pocci e sostenuta dall...
-
Polo Espositivo “Juana Romani” – Velletri – Circolo Artistico “La Pallade Veliterna” – Museo del Vino “Gen. Menotti Garibaldi” Organ...














